Il tecnico del Giugliano, dopo la vittoria contro il Benevento che vale gli ottavi di Coppa Italia, parla di calcio, coraggio e rivincite personali
Il solito, travolgente Eziolino Capuano. Dopo la grande vittoria del suo Giugliano contro il Benevento (2-0, doppietta di Balde) che vale la qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Italia di Serie C, l’allenatore gialloblù si è presentato in conferenza stampa con il suo stile inconfondibile: diretto, passionale e sincero.
«Sinceramente mi aspettavo una partita del genere – ha detto Capuano – ma devo dire che i ragazzi mi hanno meravigliato in positivo perché li abbiamo tenuti sempre lì senza mai rischiare. Grossa prestazione che va già nel dimenticatoio: siamo agli ottavi, ma domenica ci aspetta una partita difficilissima».
Una vittoria costruita con idee chiare e coraggio tattico. Capuano spiega così la sua mossa a sorpresa: «Anche dopo il vantaggio sono rimasto con tre attaccanti per mantenere la squadra alta. Volevo continuare a pressare, a tenere il baricentro alto. Sono molto soddisfatto».
E poi l’elogio alle sue scelte “da pittore”: «De Rosa in difesa? L’allenatore è come un pittore: deve avere coraggio e fare scelte creative se serve. Io ho cercato di isolare i tre attaccanti del Benevento, andando a pressare alti. Balde? È un calciatore forte. E non dimentichiamo che abbiamo giocato con sei under titolari in campo: tanta roba».
Ma accanto alla gioia sportiva, Capuano ha voluto togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, tornando sul difficile periodo vissuto in passato:
«Non auguro a nessuno quello che ho vissuto io. Ho subito qualcosa che difficilmente accade nel calcio. In 36 anni di carriera non sono mai stato al centro di polemiche. Sono stato tacciato di aver maltrattato i calciatori, ma chi ha firmato quella carta dovrebbe avere vergogna. Io sono felice e fiero di essere Eziolino Capuano».
Parole forti, autentiche, che raccontano meglio di ogni vittoria la personalità di un allenatore che non ha mai smesso di lottare. Capuano, ancora una volta, non si nasconde dietro i risultati: il suo Giugliano cresce, corre e convince. E lui, come sempre, si conferma protagonista assoluto dentro e fuori dal campo.

