Cirielli a Caivano attacca De Luca e Fico

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Un rigore per sorridere, ma anche per parlare di politica. A Caivano, sul campetto del centro sportivo “Pino Daniele”, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli si sono ritrovati fianco a fianco per una giornata tra sport, sanità e impegni istituzionali.
Prima il calcio di rigore – con Schillaci che scherza: «Il ministro può riuscire a pararmi un rigore. Fico no» – poi la visita all’ambulatorio sociosanitario sorto nell’ex Delphinia, frutto della collaborazione tra Sport e Salute e Inmp, che offre consulenza ginecologica, prevenzione e supporto contro la violenza di genere.

Successivamente i due esponenti di governo si sono spostati all’istituto Morano, accolti dalla dirigente Eugenia Carfora, per un incontro con gli studenti. «Dobbiamo far sentire i ragazzi importanti, la politica deve tornare a parlare ai giovani», ha sottolineato la preside.

Ma a tenere banco è anche la politica. Interpellato sulla competizione elettorale e sul tema degli “impresentabili”, Cirielli non si tira indietro e risponde a tono alle accuse di Giuseppe Conte: «Io contesto questo concetto, è contrario alla legge. Sono garantista. Se però usiamo il linguaggio grillino, allora ricordo che le liste che sostengono Fico sono piene di indagati e condannati, con legami opachi con la malavita».

Dalle parole di Cirielli emerge anche una stoccata alla Regione Campania e al governatore uscente Vincenzo De Luca: «A Caivano si è mosso il Governo, non la Regione, che ha competenze su sport, infrastrutture e politiche sociali. I fondi ci sono, ma serve volontà».

Sul fronte sanitario, Schillaci torna sulla mancata uscita della Campania dal piano di rientro: «Non è una questione politica. Abbiamo esaminato la richiesta con precisione tecnica. I cittadini campani sanno bene in che condizioni versa la loro sanità: liste d’attesa infinite e carenze di personale».

Una giornata, quella di Caivano, che ha unito il linguaggio universale dello sport ai toni accesi della campagna elettorale, tra un rigore segnato e più di una frecciata politica andata a segno.