Omicidio Morione, “39 secondi di terrore”: i pm ricostruiscono i momenti della rapina

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«Trentanove secondi di puro terrore». Così i pubblici ministeri Andreana Ambrosino e Giuliana Moccia hanno descritto in aula la notte del 23 dicembre 2021, quando Antonio Morione, pescivendolo di Torre Annunziata, fu ucciso nella sua pescheria di Boscoreale durante una rapina. Per oltre cinque ore, in tribunale, si è discusso della posizione della banda accusata di aver partecipato all’assalto finito nel sangue.

I magistrati hanno ricostruito passo dopo passo la dinamica dell’omicidio, mostrando slide, immagini e filmati che documentano i movimenti dei sospetti, le auto usate, le intercettazioni e i reperti trovati dopo la rapina. Tra gli elementi più pesanti, i biglietti bianchi lasciati sui parabrezza delle vetture utilizzate, gli indumenti sequestrati e un cappuccio che, secondo gli inquirenti, collega i membri del gruppo alla scena del delitto.

Una ricostruzione meticolosa, sorretta da decine di prove e da una sequenza di immagini che hanno riportato in aula l’angoscia di quei trentanove secondi di pura follia. La prossima udienza, prevista per novembre, sarà dedicata alla posizione di Giuseppe Vangone, prima della requisitoria finale. Per i killer di Antonio Morione, si profila ormai la richiesta di ergastolo.