Coppa America 2027 a Napoli senza barca USA per la prima volta nella storia

0
68

Il team statunitense lascia la competizione per ragioni economiche e strategiche. Una pagina che segna una svolta storica nella vela mondiale

Sarà una Coppa America senza stelle e strisce. Per la prima volta nella storia, nessuna barca statunitense sarà al via della leggendaria competizione velica. L’ufficialità è arrivata nelle scorse ore: American Magic, il team nato nel 2017 per rappresentare il New York Yacht Club, ha annunciato la rinuncia alla 38ª America’s Cup, in programma nel 2027 a Napoli.

Una decisione che pesa come un’assenza simbolica. Gli Stati Uniti, che per oltre un secolo hanno rappresentato l’anima stessa della manifestazione — vincendola ininterrottamente dal 1851 al 1983 — si fermano, per scelta e per principio. “Dopo un intenso confronto con il Defender, il Challenger of Record e gli altri team – ha spiegato il team principal Doug DeVos – abbiamo concluso che l’attuale struttura non offre il quadro necessario affinché American Magic possa condurre una campagna altamente competitiva e finanziariamente sostenibile.”

Parole che non lasciano spazio ai dubbi: sostenibilità economica e prestazioni sportive non sarebbero più compatibili nel contesto attuale dell’America’s Cup. “Abbiamo un profondo rispetto per questa competizione e per ciò che rappresenta, ma non riteniamo che oggi ci siano le condizioni per un progetto vincente”, ha aggiunto DeVos, annunciando un cambio di rotta per il futuro.

Il team, con base a Pensacola, in Florida, continuerà a investire nella formazione di nuovi atleti, nella ricerca tecnologica e nel design avanzato delle imbarcazioni, guardando ad altri scenari internazionali. “Il nostro focus si sposta sullo sviluppo degli atleti e delle tecnologie – ha concluso DeVos – vogliamo restare un punto di riferimento per l’innovazione nella vela.”

Per Napoli, sede della prossima edizione, la notizia è una sorpresa amara e al tempo stesso storica: l’America’s Cup 2027 sarà la prima senza bandiera americana, ma anche l’occasione per una nuova geografia della vela mondiale, più aperta, più competitiva, ma forse meno romantica.