Gaza, torna il cessate il fuoco dopo una notte di bombardamenti

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Dalle 10 di questa mattina (le 9 in Italia) è tornato in vigore il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo confermano fonti militari israeliane al Times of Israel, dopo una notte di intensi bombardamenti sull’enclave palestinese. Gli attacchi, secondo le stesse fonti, sono stati condotti in risposta alle presunte “violazioni del cessate il fuoco da parte di Hamas”, tra cui l’uccisione di alcuni soldati israeliani a Rafah, nel sud della Striscia. Israele accusa inoltre il movimento islamista di non aver restituito i corpi dei tredici ostaggi ancora trattenuti.

Secondo la Difesa civile del territorio, i raid israeliani condotti nella notte hanno causato 101 vittime, tra cui 35 bambini, diverse donne e anziani. Mahmoud Bassal, portavoce della Protezione civile di Gaza – che opera sotto l’autorità di Hamas – ha denunciato “un’ondata di attacchi particolarmente violenta” avvenuta in meno di dodici ore e ha parlato di “una situazione catastrofica e terrificante”. Cinque ospedali locali hanno confermato il bilancio delle vittime e riferito di oltre 200 feriti.

Le esplosioni hanno colpito diverse aree della Striscia, da Gaza City a Khan Yunis, da Beit Lahiya ai campi di Nuseirat e Bureij, fino a Rafah, bersagliata anche da imbarcazioni e carri armati israeliani.

Nonostante la tregua sia formalmente ripristinata, lo scenario resta teso. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che “nulla comprometterà il cessate il fuoco a Gaza”, ribadendo però il diritto di Israele a difendersi. “Hanno ucciso un soldato israeliano, quindi gli israeliani dovevano reagire”, ha affermato il presidente a bordo dell’Air Force One, secondo quanto riportato dal Times of Israel. “Hamas è solo una piccola parte dell’accordo sul Medio Oriente. Se manterranno gli impegni, saranno felici; altrimenti, saranno eliminati”, ha aggiunto, riferendosi all’intesa raggiunta con la mediazione dei suoi collaboratori negli ultimi giorni.

Trump ha anche sostenuto che i rappresentanti di Hamas, durante gli incontri in Egitto con Jared Kushner e Witkoff, avevano promesso di deporre le armi, promessa che – secondo il presidente – sarebbe poi stata disattesa.

Nelle ore precedenti, anche il vicepresidente statunitense JD Vance aveva confermato che la tregua “è ancora in vigore”, pur ammettendo che “ci potranno essere piccoli scontri”, definendoli “scaramucce inevitabili”.

Israele continua ad accusare Hamas di aver violato più volte gli accordi e di non aver restituito i corpi degli ostaggi come previsto. Il gruppo islamista, dal canto suo, nega di aver attaccato le truppe israeliane a Rafah e ribadisce “l’impegno a rispettare il cessate il fuoco”. Le Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno tuttavia annunciato il rinvio della consegna del corpo di un ostaggio, motivandolo con “le violazioni israeliane dell’accordo”. “Ogni escalation ostacolerà la ricerca e il recupero dei corpi”, hanno fatto sapere in un comunicato.

La tregua, dunque, tiene ma appare estremamente fragile. Gaza resta in ginocchio, mentre la popolazione civile paga ancora una volta il prezzo più alto di un conflitto che sembra lontano dalla fine.