Lo sgombero delle 37 famiglie che vivono negli appartamenti realizzati su un ex agrumeto a Sant’Agnello è stato momentaneamente sospeso. Martedì mattina, alla Prefettura di Napoli, si sono incontrati il sindaco Antonino Coppola, l’assessore Corrado Fattorusso, il Prefetto Michele Di Bari, il vicario del Vescovo Battaglia e il Procuratore Capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso.
Il tema al centro del vertice era la richiesta di sgombero delle 37 famiglie, destinatari di un provvedimento della Procura oplontina con scadenza al 20 dicembre. L’ingiunzione riguardava appartamenti edificati circa dieci anni fa dalla società Saec di Antonio Elefante, che aveva cementificato un agrumeto nell’ambito di un progetto dichiarato housing sociale di iniziativa privata. Secondo la Procura, invece, le norme non avrebbero mai permesso la realizzazione del complesso.
Durante l’incontro, in seguito alla mediazione del Prefetto, del Vescovo e del sindaco, il Procuratore Fragliasso ha manifestato la disponibilità a sospendere lo sgombero fino alla sentenza di primo grado, prevista nei primi mesi del 2026. In caso di conferma della lottizzazione abusiva, scatterà la confisca dell’intero complesso e le famiglie dovranno lasciare gli appartamenti; se invece il reato non dovesse essere accertato, potranno permanere nelle loro case.
La vicenda giudiziaria è stata lunga e complessa. Già lo scorso 31 ottobre gli assegnatari avevano organizzato una manifestazione contro lo sgombero. Il provvedimento era scattato dopo che la Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati delle famiglie coinvolte. L’iter giudiziario del complesso di 53 appartamenti, garage e locali annessi è stato caratterizzato da sequestri e dissequestri, con la Procura che sosteneva la necessità dello sgombero per evitare l’aggravamento delle conseguenze del reato e per garantire equità nei confronti dei 16 nuclei familiari che, durante un temporaneo dissequestro, avevano scelto di non occupare gli immobili assegnati dal Comune.
Il processo al Tribunale di Torre Annunziata vede imputati a vario titolo Antonio Elefante, Massimiliano Zurlo, Francesco Ambrosio ed Paola De Maio, mentre Piergiorgio Sagristani, ex sindaco di Sant’Agnello, e i suoi assessori dell’epoca sono usciti dal dibattimento a seguito dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Tuttavia, sul processo incombe la minaccia della prescrizione, che potrebbe chiudere la vicenda senza un verdetto definitivo.
La sospensione dello sgombero offre un margine temporale alle famiglie e alle autorità per attendere l’esito del processo, ma la vicenda resta complessa e segna un capitolo importante nella gestione dell’urbanistica e dei progetti di housing sociale nella zona della costiera sorrentina.

