Casalnuovo, capo clan dirigeva attività dal carcere

0
213
Carcere di Salerno, il cane antidroga Spike scova hashish e cocaina

Francesco Rea, 61 anni, considerato il capo del clan Tammaro-Rea-Veneruso di Casalnuovo, continuava a dirigere le attività criminali dell’organizzazione dal carcere, grazie alla disponibilità di cellulari. Per questo motivo, insieme ad altri cinque affiliati, è stato destinatario di un provvedimento di arresto notificato dai Carabinieri di Castello di Cisterna, al termine di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Le accuse contestate riguardano associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di arma da sparo, oltre a tentate estorsioni aggravate, commesse per favorire l’organizzazione malavitosa.

Tra gli arrestati figurano anche Armando Tammaro e il suo zio Luigi Tammaro, al vertice del clan, Ferdinando La Gatta, considerato uomo di fiducia dei Tammaro, Michele Benvenuto, responsabile della riscossione delle estorsioni e delle azioni violente del gruppo, e Gennaro D’Ambrosio, guardiaspalle e gestore delle estorsioni.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione criminale continuava a esercitare un controllo capillare sul territorio, imponendo estorsioni e mantenendo la propria influenza malavitosa anche attraverso la gestione a distanza da parte di Rea.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sui clan operanti nell’area della Città Metropolitana di Napoli, dove il contrasto alla criminalità organizzata resta una priorità assoluta, con l’obiettivo di interrompere le catene di comando e di limitare le attività illecite che gravano sulle comunità locali.