L’infortunio di Kevin De Bruyne, centrocampista del Napoli, ha destato grande preoccupazione tra i tifosi e lo staff tecnico. Gli esami strumentali eseguiti al Pineta Grande Hospital hanno infatti evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra — una diagnosi che, nel linguaggio medico, indica un danno muscolare serio, con tempi di recupero tutt’altro che brevi.
Cos’è il bicipite femorale e quale funzione svolge? Vi spieghiamo l’infortunio di De Bruyne del Napoli
Il bicipite femorale è uno dei principali muscoli posteriori della coscia, appartenente al gruppo degli ischiocrurali (insieme al semitendinoso e al semimembranoso). È un muscolo fondamentale per la flessione del ginocchio e per l’estensione dell’anca, due movimenti chiave per un calciatore, soprattutto in fase di corsa, accelerazione o tiro.
Durante un’azione esplosiva — come uno scatto, un cambio di direzione o un tiro di potenza — questo muscolo è sottoposto a forti sollecitazioni. Se lo sforzo supera la capacità di resistenza delle fibre muscolari, può verificarsi una lesione, cioè una rottura parziale o totale del tessuto.
Cosa significa “lesione di alto grado”
Quando si parla di una lesione di alto grado, si fa riferimento a un danno di secondo o terzo grado. In termini pratici, questo significa che una parte consistente delle fibre muscolari è lacerata, con possibile formazione di ematomi interni e perdita parziale o totale della funzionalità del muscolo interessato.
Nei casi più gravi, la lesione può estendersi fino al tendine o provocare un distacco muscolo-tendineo, condizione che in alcuni atleti richiede persino un intervento chirurgico.
Sintomi e diagnosi per il calciatore del Napoli
I sintomi di una lesione di alto grado sono generalmente immediati e molto riconoscibili:
- Dolore acuto e improvviso nella parte posteriore della coscia;
- Impossibilità di continuare a correre o camminare normalmente;
- Gonfiore e lividi dovuti al versamento di sangue nel muscolo;
- Rigidità e perdita di forza.
La diagnosi viene confermata tramite risonanza magnetica (RMN), che consente di valutare l’estensione del danno e la presenza di eventuali complicazioni.
Tempi di recupero e percorso riabilitativo
Il tempo di recupero dipende dal grado della lesione. Nel caso di De Bruyne, trattandosi di una lesione di alto grado, si stima un’assenza dai campi compresa tra otto e dodici settimane.
Il percorso di riabilitazione prevede diverse fasi:
- Fase acuta: riposo assoluto, crioterapia e fisioterapia antinfiammatoria per ridurre dolore e gonfiore.
- Fase intermedia: esercizi di stretching e potenziamento graduale del muscolo, sempre sotto controllo fisioterapico.
- Fase avanzata: lavoro atletico sul campo, corsa controllata e graduale reinserimento nei movimenti specifici del calcio.
Solo dopo la completa guarigione delle fibre muscolari e la ripresa della forza simmetrica tra le due gambe, il giocatore può essere dichiarato idoneo al rientro agonistico.
De Bruyne e il rischio recidiva
Particolare attenzione verrà posta nella gestione dei tempi, perché De Bruyne aveva già sofferto un infortunio simile in passato. Le recidive sul bicipite femorale sono frequenti tra i calciatori, soprattutto se il rientro avviene troppo presto o se non si completa adeguatamente la fase di riabilitazione muscolare.
L’assenza forzata, ma guai a forzare
L’infortunio di Kevin De Bruyne rappresenta un duro colpo per il Napoli, ma con un percorso terapeutico accurato e tempi rispettati, il centrocampista belga potrà tornare a disposizione in piena efficienza. La prudenza sarà fondamentale per evitare ricadute e consentire al giocatore di ritrovare la brillantezza e la continuità che lo hanno sempre contraddistinto.
In attesa del suo rientro, la speranza dei tifosi azzurri è che De Bruyne possa recuperare completamente e tornare a illuminare il centrocampo partenopeo con la sua classe e visione di gioco.

