Alla Reggia di Portici, nel cuore dell’evento “Eruzioni del Gusto”, Slow Food Campania ha presentato ufficialmente una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire in Italia il Reddito di Contadinanza: un sostegno economico strutturale rivolto ai contadini e alle piccole realtà agricole, ma soprattutto un riconoscimento istituzionale del loro ruolo sociale.
L’obiettivo non è solo garantire un reddito adeguato a chi lavora la terra, ma anche preservare un patrimonio fatto di saperi, biodiversità, tutela del territorio e produzione di cibo sano. La misura, nelle intenzioni dei promotori, vuole offrire dignità economica e continuità generazionale a un mestiere sempre più esposto a precarietà e abbandono delle campagne.
Un’iniziativa dal forte valore culturale e politico
La presentazione è avvenuta nel corso della settima edizione della kermesse dedicata all’enogastronomia e all’enoturismo dei territori vulcanici, alla presenza di esperti, contadini e figure di riferimento del mondo Slow Food. Tra i contributi più significativi quelli di Carlo Petrini, fondatore del movimento, e del Maestro Peppe Vessicchio, che hanno sottolineato la funzione sociale dell’agricoltura contadina e l’urgenza di sostenerla con politiche concrete.
Il panel “Riconoscimento Contadino dell’Anno. Dalla terra alla tavola”, promosso da Fofò Ferriere, Patrizia Spigno (presidente Slow Food Campania) e Carmine Maione (Oronero), ha riaffermato la necessità di modelli agricoli più equi, sostenibili e capaci di rafforzare la sicurezza e la sovranità alimentare del Paese.
Perché una legge specifica per i contadini
Secondo Slow Food Campania, senza interventi strutturali il rischio è la scomparsa progressiva di migliaia di micro aziende agricole e con esse della ruralità italiana. La proposta, già annunciata lo scorso anno e ora avviata verso la raccolta firme, punta a riconoscere economicamente chi difende il paesaggio, custodisce semi e razze locali e mantiene vivi i borghi rurali.
Una sfida strategica per l’Italia
La discussione politica dovrà ora affrontare questioni cruciali come la definizione precisa dei beneficiari, l’entità del sostegno economico e le modalità di finanziamento. Senza queste risposte, la misura rischierebbe di essere percepita come assistenzialistica. Con un impianto solido, al contrario, può trasformarsi in una leva per rigenerare l’economia dei territori interni, proteggere la biodiversità e garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutti.

