Pompei con il peggior attacco d’Italia dalla Serie A alla D

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Il Pompei sta attraversando il momento più difficile della sua recente storia calcistica. Nove partite giocate, un solo gol segnato e una crisi che sembra non avere fine. Numeri impietosi, che fotografano una realtà dura da accettare: quella rossoblù è attualmente la squadra con il peggior attacco d’Italia, dalla Serie A alla Serie D.

Un solo lampo, peraltro fortunoso, firmato Acatullo nella gara contro il Ferrandina: una rete arrivata quasi per caso, con il pallone che lo ha colpito dopo una conclusione di un compagno e si è insaccato alle spalle del portiere avversario. Quel gol, paradossalmente, aveva regalato l’unica vittoria stagionale e l’illusione di una ripartenza, ma da allora il silenzio offensivo del Pompei è stato totale.

A pesare non sono solo i risultati, ma anche il modo in cui la squadra si è espressa finora. Poche occasioni create, manovra lenta, atteggiamento prudente e una evidente difficoltà nel proporre gioco. È un Pompei che sembra avere paura, che non riesce a reagire e che fatica a trovare la via del gol anche nelle partite sulla carta più abbordabili.

Il principale imputato, inevitabilmente, è l’allenatore Alessandro Erra, la cui posizione è diventata sempre più traballante. Le prossime ore potrebbero essere decisive: la società, che finora ha cercato di difendere il proprio tecnico, sta valutando con attenzione il da farsi. Il malumore nello spogliatoio cresce, e non è un mistero che alcuni senatori abbiano manifestato perplessità sul gioco e sull’impostazione troppo difensiva della squadra.

Le tensioni interne rischiano di diventare esplosive se la situazione non cambia in fretta. Alcuni giocatori di peso non nascondono più il proprio disagio, e secondo indiscrezioni, non è da escludere che qualcuno possa anche chiedere la cessione nel caso in cui non arrivino segnali concreti di svolta.

Il Pompei, oggi, è a un bivio.