Una conferenza stampa che sa di manifesto personale, più che di semplice replica. Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha voluto chiarire con fermezza la propria posizione dopo le parole di Antonio Conte, che aveva criticato l’intervento del presidente nerazzurro Giuseppe Marotta in merito ad alcune decisioni arbitrali.
“La società ha il diritto di fare quello che pensa che sia giusto da fare,” ha dichiarato Chivu, con tono calmo ma deciso. “Io da allenatore, per coerenza, non verrò mai a lamentarmi qua perché ho una dignità e un approccio diverso da quello a cui molti sono abituati.”
Una risposta che non è soltanto difesa del proprio metodo, ma anche una presa di posizione culturale. L’ex difensore rumeno, alla sua prima vera stagione da allenatore della prima squadra, sembra voler marcare una distanza netta da certe abitudini del calcio italiano: la polemica continua, la ricerca di alibi, il rimpallo di responsabilità, insomma la ricetta di Conte.
“I giocatori devono pensare solo a giocare,” ha aggiunto. “Io sto cercando di cambiare le cose ma per ora lotto da solo. Siamo sempre abituati a piangere e lamentarci, ma dobbiamo evolverci. Finché sarò qui, farò questo. Non mi interessa cosa pensano gli altri di me.”
Parole che raccontano un tecnico ancora giovane ma già deciso a costruirsi un’identità chiara, anche a costo di restare isolato.
Sul fronte delle tensioni in campo, Chivu ha poi smorzato il caso del presunto battibecco tra Conte e Lautaro Martínez: “Non so cosa sia successo e non mi interessa nemmeno, ma parlerò con loro perché non possiamo buttare al vento quello che di buono abbiamo fatto per litigare con la panchina avversaria. Dobbiamo pensare a quello che siamo e dove vogliamo arrivare.”

