Pompei, turista ruba reperti negli Scavi: denunciato

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Un nuovo episodio di furto all’interno di uno dei siti archeologici più famosi al mondo: un turista statunitense, pensionato, è stato denunciato dai militari dell’Arma dei Carabinieri per aver sottratto quattro reperti nel parco di Pompei.

L’uomo è stato visto raccogliere alcune pietre lungo la via delle Ginestre, all’interno dell’area degli scavi, per poi infilare i frammenti nello zaino e dirigersi verso l’uscita del sito. La scena non è passata inosservata ad altri turisti, che hanno avvisato le guardie giurate in servizio nel parco.

Una volta allertati, i carabinieri del posto fisso agli Scavi sono intervenuti rapidamente, bloccando l’uomo e recuperando gli oggetti sottratti prima che potessero uscire dal sito.

Alla richiesta di spiegazioni, il turista ha risposto con la giustificazione: «Volevo portarmi a casa un ricordo… sono per la mia collezione». Le sue parole però non gli hanno risparmiato la denuncia per furto di beni archeologici.

È bene ricordare che già pochi giorni fa, a Pompei, era stato registrato un episodio simile: un turista polacco era stato sorpreso a sottrarre frammenti dal sito e denunciato.

Perché succedono questi furti e quali conseguenze

Il valore storico e culturale del Parco Archeologico di Pompei lo rende meta di milioni di visitatori ogni anno, ma purtroppo anche bersaglio di tentativi di sottrazione di reperti: dalle pietre antiche ai frammenti di affreschi. Come spiegato dai media locali, il fenomeno non è nuovo ma continua a ripetersi, segno di una difficoltà persistente nel controllo e nella tutela del patrimonio.

Ogni sottrazione, anche se apparentemente “piccola”, comporta danni al valore del sito, alla sua integrità e alla memoria collettiva. Le autorità competenti – Direzione del Parco, forze dell’ordine, guardie giurate – ribadiscono la necessità di sanzioni dissuasive e di un rafforzamento delle misure di sorveglianza, anche a tutela della reputazione internazionale del sito.