Padova-Juve Stabia, Abate: «La situazione ci ha toccato, vogliamo dare soddisfazione a questa gente»

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Nella settimana più complicata della sua storia recente si è forse perso un po’ di vista quello che è il cuore della questione: il rettangolo verde. Finalmente si ritorna a parlare di calcio perché non bisogna dimenticare lo splendido campionato che le Vespe stanno portando avanti, inorgogliendo (loro si) il popolo stabiese ogni settimana.

Il prossimo avversario della Juve Stabia sarà quindi il Padova di Matteo Andreoletti, uno degli allenatori più giovani della Serie B, classe 1989, nonostante la sua esperienza quasi decennale da tecnico. I padovani sono due punti dietro alla Juve Stabia ma hanno lo stessa forma delle Vespe, nelle ultime 5 partite si registrano infatti 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta.

Non ci sarà ancora Papu Gomez, il grande colpo estivo che ha appena finito di scontare la sua squalifica per doping ma che è ancora lontano dalla forma fisica migliore. I biancoscudati giocano con un “classico” 352, affidandosi alla regia dell’ex Inter Crisetig e alla compattezza del reparto arretrato, in particolare al lavoro di Sgarbi e Perrotta che in questo inizio di campionato si stanno esaltando. Attenzione poi in particolare al duo Bortolussi-Lasagna che si completa in maniera ottimale e che hanno messo a segno 4 reti, e agli esterni di grande passo ed esperienza come Ghiglione e Barreca.

Juve Stabia, Abate: “Qui per fare calcio”

«Arriviamo da una settimana particolare, io sono qui per fare calcio e vi dico che i ragazzi hanno fatto una grandissima settimana di lavoro. Andremo a Padova ad affrontare una squadra complicata con un allenatore preparatissimo. Fare punti a Padova significherebbe tantissimo soprattutto alla luce di quanto successo: qui al campo siamo circondati da persone perbene. Dopo un derby bisogna tenere a freno un po’ gli animi ma abbiamo fatto un’ottima settimana di lavoro. Siamo contati: si sono fermati Pierobon, Varnier e Duca. Non esiste la formula magica, se si crede in qualcosa bisogna andare dritti su questa strada. Vogliamo giocare a calcio non solo con la palla ma anche e soprattutto senza. Possiamo fare molto meglio con la palla ma stiamo crescendo e migliorando. Siamo preparati come sempre, abbiamo studiato molto gli avversari, sappiamo cosa fare in base a tutto quello che possono proporre. Le leggerezze fanno parte del gioco, soprattutto quando vai in pressione alta: Giorgini anche qui sta crescendo molto, da braccetto sta migliorando ma è essenzialmente un perno, sono sicuro che a Padova farà una grande partita. Non è una vergogna mettersi dietro linea palla, a me piace far punti e vincere le partite, non alleno per far parlare di me. Ruggero è recuperato, ho ancora due/tre dubbi dal punto di vista strategico per capire come partire e come variare a partita in corso. Il gruppo è di spessore e di valore, si è sentito toccato da quello che è successo. È difficile convincere a venire ma dopo nessuno vuole andare via. Anche noi vogliamo dare un segnale e dare lustro alla città. Rispetto a Mantova quando ci siamo abbassati con l’Avellino avevo la sensazione che non ci avrebbero mai fatto gol, questo è uno step di crescita fondamentale per toglierci delle soddisfazioni. Dobbiamo pensare una partita per volta: la prossima sarà la più difficile di tutte».