Ieri sera il deputato Francesco Emilio Borrelli ha pubblicato un post con la frase: «Un onore candidare Cannavacciuolo adesso tocca a lui decidere». Con queste parole, Borrelli lasciava intendere che non fosse ancora stato raggiunto alcun accordo e che fosse lo stesso Cannavacciuolo a dover prendere la decisione definitiva.
Peccato però che le parole del deputato venissero smentite dalla foto che accompagnava il post: l’immagine ritraeva Cannavacciuolo con in mano la bandiera di AVS, accanto a Rosario Visone, co-portavoce noto ad Acerra per essere stato fino a poco tempo fa nello staff di D’Errico/Lettieri. La foto suggeriva chiaramente che l’accordo fosse già stato definito, probabilmente da settimane, contraddicendo la versione ufficiale del post.
A quanto pare, qualcuno ha fatto notare l’incongruenza comunicativa: la foto parlava troppo chiaro e rischiava di svelare una verità che il post tentava di mantenere velata. Così, nel tentativo di correggere l’errore, la foto “incriminata” è stata rimossa e sostituita con una più neutra, che ritrae Cannavacciuolo davanti al Tribunale, senza alcun riferimento alla bandiera o ai legami politici precedenti.
L’episodio mostra come, nel contesto delle trattative e delle candidature politiche locali, anche un semplice scatto fotografico possa diventare un elemento di comunicazione cruciale, capace di confermare o smentire le dichiarazioni ufficiali.

