di Giorgia Valentini
Nocera Inferiore prova a ribaltare la logica del cemento con un gesto politico piccolo, ma simbolico: restituire le strade ai bambini. Con la Delibera di Giunta n. 333 del 21 ottobre 2025, l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo De Maio ha detto sì al progetto “Strade in gioco”, iniziativa nazionale promossa dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.
Un nome semplice per un’idea rivoluzionaria: trasformare pezzi di città in luoghi vivi, sicuri, colorati, dove i bambini possano tornare a correre, cadere, sporcarsi e soprattutto incontrarsi.
Non è un’operazione di maquillage urbano ma un tentativo di riscoperta sociale, grazie all’avviso pubblico, rivolto a tutti i Comuni tra i 10.000 e i 200.000 abitanti con alta densità abitativa, vengono finanziati progetti che reinventano spazi urbani in chiave educativa e comunitaria, con un fondo di 30.000 euro. Nocera c’è, e si candida con una proposta concreta: murales alla Caserma Tofano, book crossing, tavoli da ping pong, aree lettura e giochi autogestiti. Un micro-budget, certo, ma con una visione chiara, fare della città un laboratorio civico per i più giovani
La giunta naturalmente ha approvato all’unanimità il piano firmato dall’ingegnere Mario Ferrante, responsabile unico del procedimento, prendendo anche collaborazioni con realtà del terzo settore per animare le attività e gestire in sicurezza le aree di incontro. È una piccola rivoluzione gentile, ma anche una scommessa politica, perché parlare di “bambini” oggi, in una città che lotta con traffico, degrado e spazi negati, significa parlare del suo futuro e significa riconoscere che la libertà , per un bambino, di giocare in strada misura la qualità democratica di una comunità
Non è solo urbanistica, è cultura civica e non è solo pittura murale e colorata ma è un modo per dire che la bellezza può ancora cambiare il volto di un territorio. Forse, in tempi di grandi piani e fondi miliardari mai spesi, la vera innovazione è proprio questa una palla, un muro dipinto, un tavolo di legno all’aperto. Piccoli gesti , per ricordarci che le città appartengono sempre a chi le vive e non solo a chi le amministra.

