L’arbitro elimina il Savoia dalla Coppa Italia

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Il Savoia esce dalla Coppa Italia tra rabbia e incredulità dopo un pareggio che ha il sapore dell’ingiustizia sportiva. A Fasano, la squadra di mister Catalano era avanti 3-0, padrone del campo e in pieno controllo del match, ma un susseguirsi di decisioni arbitrali discutibili ha cambiato il destino della gara, terminata clamorosamente 3-3.I biancoscudati avevano iniziato in modo perfetto: ritmo, qualità e concretezza avevano permesso al Savoia di portarsi sul triplo vantaggio e di vedere ormai vicina la qualificazione. Sul 3-1, però, è arrivato l’episodio chiave: Muñoz viene atterrato in area in modo evidente, ma l’arbitro lascia incredibilmente proseguire, negando un rigore netto che avrebbe potuto chiudere il match sul 4-1. Da lì in poi, la partita si trasforma. Il Fasano accorcia prima con un rigore generoso e poi, nei minuti finali, ottiene un secondo penalty, anch’esso molto contestato, che vale il pareggio del 3-3.Ai rigori poi l’eliminazione.

Un finale amarissimo per il Savoia, che si sente ancora una volta vittima di errori arbitrali pesanti e ripetuti, come già accaduto nelle recenti sfide di campionato. A esprimere il malcontento con fermezza ma con tono istituzionale è stato il presidente Nazario Matachione, che ha diffuso un comunicato ufficiale per denunciare quanto accaduto.

𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐔𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐓𝐓. 𝐍𝐀𝐙𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐌𝐀𝐓𝐀𝐂𝐇𝐈𝐎𝐍𝐄“Negli ultimi incontri disputati dal Savoia, si sono verificate situazioni arbitrali che sollevano profonde perplessità e impongono una riflessione seria sulla gestione delle gare. In un arco temporale estremamente breve, la nostra squadra è stata penalizzata da episodi tanto evidenti quanto determinanti:• un rigore solare non concesso nella gara contro il Gela;• un gol regolare annullato nella successiva sfida con la Nissa;• e, oggi, un rigore netto su Muñoz non fischiato — che avrebbe potuto chiudere la partita sul 3-1 — seguito da un penalty inesistente assegnato al Fasano, episodio che ha determinato il risultato finale di 3-3.Domenica scorsa avevo scelto di far parlare solo le immagini, confidando nella buona fede e nella professionalità della classe arbitrale. Tuttavia, dopo quanto accaduto oggi, il silenzio non è più possibile.Siamo tutti consapevoli che l’errore umano faccia parte del gioco, ma una serie così reiterata di decisioni errate e sempre a nostro danno non può più essere liquidata come semplice casualità. È legittimo, e al tempo stesso doveroso, chiedere rispetto, equità e trasparenza — valori fondamentali senza i quali viene meno la stessa credibilità del campionato.Quanto sta accadendo è inaccettabile e imbarazzante per l’intero movimento sportivo. Le decisioni arbitrali delle ultime settimane ci hanno privato di almeno tre punti in classifica e hanno inciso in modo diretto sulla nostra eliminazione dalla Coppa Italia. È doveroso pretendere rispetto — per la società, per i nostri tesserati e per un pubblico che sostiene la squadra con passione e correttezza.La Casa Reale Holding e il Savoia continueranno a difendere i propri colori e i propri diritti con determinazione, ma sempre nel pieno rispetto delle istituzioni sportive e dei principi di correttezza che da sempre ci contraddistinguono. Chiediamo soltanto una cosa: giustizia sportiva, equilibrio e rispetto delle regole. Nulla di più — ma nemmeno un grammo di meno.”Parole forti ma misurate, quelle del presidente Matachione, che fotografano perfettamente il sentimento di frustrazione di un ambiente che continua a credere nel proprio progetto tecnico e societario, ma che chiede con fermezza parità di trattamento e tutela della regolarità sportiva. Il Savoia, pur ferito, non si ferma: lo spirito e la determinazione mostrati anche a Fasano restano la base da cui ripartire, con la consapevolezza che la squadra ha le qualità per reagire e tornare protagonista.