Santa Maria Capua Vetere, in manette il sindaco e la sua vice

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È un terremoto politico-giudiziario quello che ha scosso Santa Maria a Vico (Caserta). Il sindaco Andrea Pirozzi e la sua vice Veronica Biondo, candidata alle prossime elezioni regionali in Campania nella lista di Forza Italia, sono finiti agli arresti domiciliari insieme ad altre quattro persone nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, ipotizza un vasto sistema di scambio elettorale politico-mafioso con esponenti del clan Massaro, attivo nel Casertano.

Le accuse: voti in cambio di favori

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel 2020, durante la campagna elettorale per le comunali di Santa Maria a Vico, Pirozzi, Biondo e altri due candidati – Giuseppe Nuzzo, consigliere comunale di maggioranza, e Marcantonio Ferrara, ex assessore e consigliere dimessosi nel 2023 – avrebbero accettato la promessa di appoggio elettorale da parte di affiliati al clan Massaro, in particolare Raffaele Piscitelli e Domenico Nuzzo (entrambi finiti in carcere). In cambio, il gruppo criminale avrebbe ottenuto favori e agevolazioni amministrative una volta eletti i propri referenti politici.

L’ordinanza del gip di Napoli contesta ai sei indagati, a vario titolo, i reati di scambio elettorale politico-mafioso, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.

Gli interessi del clan: appalti e affari sul cimitero

L’inchiesta della DDA ha svelato un fitto intreccio di interessi economici e amministrativi del clan Massaro nel territorio comunale. Il principale riguardava l’appalto per l’ampliamento del cimitero di Santa Maria a Vico, con l’intenzione di costruire un impianto di cremazione da affidare a una società collegata al clan, nella quale uno degli affiliati sarebbe divenuto socio occulto.

Il gruppo camorristico avrebbe inoltre preteso la riassegnazione della concessione di un chiosco-bar nella frazione di San Marco, nonostante abusi edilizi e mancati pagamenti dei canoni, e avrebbe esercitato pressioni su imprese aggiudicatarie di appalti per ottenere l’assunzione di persone vicine al clan.

Un carabiniere accusato di aver passato informazioni riservate

Tra gli indagati figura anche un carabiniere, Adolfo Molaro, in servizio proprio a Santa Maria a Vico. L’accusa nei suoi confronti è di rivelazione di segreti d’ufficio: secondo la DDA, avrebbe informato il sindaco Pirozzi dell’esistenza di indagini su presunti scambi di voti e su esponenti legati alla criminalità organizzata, oltre ad aver avvertito Domenico Nuzzo di alcuni esposti in corso.

Le prossime elezioni e il caso politico

L’arresto di Veronica Biondo, candidata alle regionali del 23 e 24 novembre con Forza Italia nella circoscrizione di Caserta, arriva a pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle liste. La notizia rischia ora di avere forti ripercussioni politiche in Campania, dove il centrodestra è già alle prese con tensioni interne e con la definizione delle candidature.

La DDA di Napoli, intanto, continua a indagare per chiarire l’estensione del patto politico-mafioso e verificare se il clan Massaro avesse ramificazioni anche in altri comuni della provincia di Caserta.