Siracusa – Sorrento, scatta Daspo per una tifosa

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Un episodio spiacevole ha scosso la tranquilla cornice dello stadio “Nicola De Simone” di Siracusa, durante la partita tra Siracusa e Sorrento. Protagonista, suo malgrado, una donna di 28 anni, siracusana, che si è resa responsabile di comportamenti ritenuti inaccettabili dalle autorità, tanto da spingere il Questore di Siracusa ad emettere nei suoi confronti un provvedimento di DASPO, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, della durata di due anni.

Secondo quanto ricostruito dalla Divisione Anticrimine della Questura, la giovane avrebbe tenuto un atteggiamento provocatorio e aggressivo nei confronti del personale addetto alla sicurezza e, successivamente, anche verso gli agenti di Polizia intervenuti per riportare la calma. Nonostante le ripetute richieste di attenersi alle regole imposte all’interno dell’impianto sportivo, la donna avrebbe insistito nel voler uscire e rientrare liberamente dallo stadio, in violazione delle norme di sicurezza previste per eventi di tale portata.

Quando gli agenti le hanno spiegato che non è consentito abbandonare e poi rientrare nel settore a piacimento, per motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza collettiva, la ventottenne avrebbe reagito in maniera scomposta, arrivando persino a minacciare di “aizzare le frange più calde della tifoseria” contro le forze dell’ordine. Un comportamento ritenuto grave e potenzialmente pericoloso, che ha fatto scattare l’immediata segnalazione alla Questura.

Dopo gli accertamenti di rito, è stato il Questore di Siracusa a firmare il decreto di DASPO, una misura che le impedirà per i prossimi due anni di accedere non solo allo stadio “De Simone”, ma a qualsiasi impianto sportivo in Italia dove si disputino incontri di calcio professionistico e dilettantistico.

Il provvedimento, spiegano dalla Questura, è stato adottato “per tutelare l’ordine pubblico e garantire che episodi simili non si ripetano”. Gli agenti hanno inoltre sottolineato come tali atteggiamenti, seppur isolati, rischiano di rovinare l’immagine di una tifoseria che nella maggior parte dei casi sostiene la propria squadra con correttezza e passione.