Un pomeriggio di sport si è trasformato in una pagina amara di cronaca al termine della sfida tra Fasano e Fidelis Andria, valida per il campionato di Serie D, girone H. La gara, terminata 2-1 per i padroni di casa, ha lasciato spazio a momenti di forte tensione e violenza fuori e dentro lo stadio, macchiando una giornata che avrebbe dovuto essere di festa per il calcio pugliese.Secondo le prime ricostruzioni, subito dopo il triplice fischio si sono verificati violenti disordini tra alcuni sostenitori della Fidelis Andria e le forze dell’ordine. La situazione è rapidamente degenerata all’esterno dell’impianto, dove sono stati segnalati danneggiamenti a diversi mezzi e, in alcuni casi, l’incendio di veicoli. La Polizia, intervenuta in forze per ristabilire l’ordine, sta ora cercando di chiarire l’esatta dinamica degli scontri e di accertare eventuali responsabilità individuali.Dalle prime testimonianze raccolte, pare che alcuni tifosi ospiti abbiano lanciato pietre e bombe carta in direzione della tribuna principale, dove si trovavano i sostenitori del Fasano. Attimi di paura anche per chi si trovava sugli spalti, con persone costrette a lasciare in fretta i propri posti per evitare il peggio. Non è ancora confermato se le due tifoserie siano riuscite a venire effettivamente a contatto, ma le tensioni hanno raggiunto un livello molto alto, costringendo gli agenti in servizio a un intervento deciso.A rendere la vicenda ancora più curiosa, la presenza in tribuna dell’attore Riccardo Scamarcio, noto tifoso della Fidelis Andria, che aveva seguito la gara per sostenere la squadra della sua città. Anche lui, secondo quanto trapelato, avrebbe assistito con preoccupazione ai momenti di confusione successivi al fischio finale.Sul piano sportivo, la vittoria del Fasano aveva già caricato l’ambiente, ma ciò che è accaduto dopo la partita va ben oltre il campo. Gli episodi di violenza e gli atti vandalici rischiano ora di avere pesanti conseguenze disciplinari per entrambe le società. Le autorità stanno raccogliendo filmati e testimonianze per identificare i responsabili e valutare eventuali provvedimenti.Una giornata che avrebbe dovuto celebrare il calcio e la passione si è invece conclusa tra sirene, fumo e paura. Un’altra occasione persa per dimostrare che lo sport può unire, e non dividere.

