Nocerina, solo pari. Scatta la contestazione a dirigenza e Fabiano

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mn24.it

Il pareggio casalingo contro il fanalino di coda Montespaccato sancisce, forse definitivamente, la crisi profonda della Nocerina. Una squadra spenta, senza mordente, incapace di imporsi anche contro un avversario che, sulla carta, avrebbe dovuto rappresentare l’occasione perfetta per rialzare la testa. E invece, ancora una volta, al termine dei novanta minuti, il pubblico del San Francesco ha dovuto assistere a un copione già visto: delusione, rabbia e contestazione.Il clima sugli spalti era già teso prima del fischio d’inizio. I tremila tifosi presenti avevano accolto la squadra con più speranza che fiducia, ma la prestazione offerta dai molossi ha rapidamente trasformato la speranza in amarezza. Dopo un avvio incoraggiante, con la rete del vantaggio firmata da Konatè al decimo minuto, la Nocerina ha progressivamente perso lucidità e intensità, lasciando campo e coraggio agli ospiti.Il Montespaccato, ultimo in classifica e ancora a secco di vittorie, non ha mai smesso di crederci. Nel secondo tempo, complice l’espulsione di Morales, ha trovato spazi e coraggio per affacciarsi con continuità dalle parti di Wodzicki. Il pareggio di Coratella, arrivato in pieno recupero, è stato la logica conseguenza di una partita giocata senza anima dai rossoneri, incapaci di gestire il vantaggio e di mostrare la necessaria determinazione per chiudere l’incontro.Al triplice fischio è esplosa la rabbia del pubblico. Cori duri, parole pesanti, inviti espliciti alla dirigenza ad “andarsene”. Un segnale chiaro e inequivocabile di una tifoseria stanca di promesse e proclami, ma soprattutto di una squadra che sembra aver perso identità e orgoglio.Fabiano, in panchina, appare sempre più solo. Le sue scelte continuano a non convincere, le sostituzioni tardive e l’atteggiamento arrendevole del gruppo lasciano intravedere una frattura che va ben oltre i risultati. Non basta il ritorno dei titolari, non bastano le parole nel post-partita: la Nocerina è una squadra che sembra non credere più in sé stessa.Il campionato, ormai, rischia di essere compromesso. Non tanto per la classifica, quanto per la sfiducia generale che avvolge ambiente e società. I molossi non vincono, non entusiasmano, e soprattutto non trasmettono quella fame che da sempre rappresenta la loro storia.Il grido del San Francesco – “Vergognatevi” – riecheggia come una condanna e un appello insieme. Perché a Nocera la passione non manca mai, ma la pazienza, quella sì, sta per finire.