Si è conclusa con una piena assoluzione la complessa vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un 42enne di Avellino, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. Il Tribunale collegiale di Avellino, presieduto dalla giudice Sonia Matarazzo, ha pronunciato una sentenza chiara: “il fatto non sussiste”. L’uomo, che aveva dovuto affrontare oltre un anno di misure cautelari, esce così completamente scagionato da ogni accusa.
La storia ha avuto origine nel giugno del 2024, quando l’ex moglie aveva sporto denuncia sostenendo di aver subito comportamenti ritenuti vessatori da parte del marito nel corso di tre anni, dal 2021 al 2024. A seguito di quella denuncia, l’uomo era stato inizialmente sottoposto al divieto di avvicinamento. Successivamente, in seguito a una presunta violazione di tale misura, era stato disposto per lui il regime degli arresti domiciliari, durato diversi mesi. Nell’ottobre dello stesso anno, il Tribunale aveva poi sostituito la misura con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.
Per dodici mesi il 42enne ha vissuto sotto controllo giudiziario, continuando a lavorare ma con le restrizioni imposte dal dispositivo di sorveglianza. Un periodo difficile, segnato da tensioni familiari e da un procedimento che ha messo a dura prova non solo l’imputato ma anche l’intero nucleo familiare, comprendente quattro figli minori.
Durante il processo, tuttavia, il quadro accusatorio si è progressivamente modificato. Le testimonianze ascoltate in aula e le prove raccolte nel corso del dibattimento hanno offerto una lettura diversa rispetto a quella iniziale. Il Tribunale ha rilevato incongruenze e mancanza di elementi concreti a sostegno delle accuse, ritenendo non dimostrato il presunto comportamento violento dell’uomo.
La stessa procura, alla luce degli sviluppi emersi durante il processo, ha deciso di chiedere l’assoluzione, ritenendo che non vi fossero prove sufficienti per sostenere l’accusa. Una posizione che ha confermato la fragilità dell’impianto accusatorio e rafforzato la convinzione della difesa, affidata agli avvocati Gaetano Aufiero e Stefano Vozella. I legali, pur avendo avanzato in subordine la richiesta di derubricazione dei fatti contestati, hanno visto accogliere la loro tesi principale: l’assoluzione piena.
Un ulteriore elemento di rilievo nel corso del procedimento è stato il ritiro, da parte dell’ex moglie, della querela per stalking, presentata in parallelo alla denuncia per maltrattamenti. Questo gesto ha contribuito a stemperare il clima di forte tensione che aveva accompagnato l’intera vicenda, restituendo spazio a una valutazione più serena dei fatti.
Con la decisione del Tribunale si chiude dunque una pagina giudiziaria lunga e complessa, nata da cinque diverse denunce e segnata da un anno di restrizioni personali. Ora si attende il deposito delle motivazioni, previsto entro novanta giorni, che chiarirà nel dettaglio le ragioni che hanno portato all’assoluzione.
Per il 42enne avellinese si tratta della fine di un percorso difficile, che lo ha visto affrontare accuse gravi e un lungo periodo di limitazione della libertà. La sentenza restituisce un quadro completamente diverso rispetto a quello inizialmente ipotizzato e pone fine, almeno per ora, a una vicenda che aveva profondamente segnato la sua vita privata e familiare.

