Primo arresto dopo la “zona rossa” a Porta Capuana

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mn24.it

La sicurezza non è un optional, ma nemmeno un traguardo impossibile. Lo dimostra il giro di vite che, dopo l’istituzione delle nuove “zone rosse”, sta restituendo controllo e presenza dello Stato in aree difficili della città. Una di queste è Porta Capuana, teatro solo pochi giorni fa di un episodio di violenza sessuale ai danni di una giovane donna.

Nella notte tra giovedì e venerdì, la Polizia di Stato ha arrestato un 35enne gambiano, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine per reati di spaccio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato anche per porto abusivo di armi e inottemperanza a un decreto di espulsione mai rispettato.

È quasi mezzanotte quando, tra piazza San Francesco a Capuana, via Cesare Rosaroll e piazza Principe Umberto, un uomo si avvicina a una pattuglia: “Aiutatemi, c’è qualcuno che mi segue e mi minaccia”. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale intervengono subito. Individuano il sospetto, che tenta la fuga. Ne nasce un inseguimento a piedi: una corsa tra vicoli bui e marciapiedi affollati, fino al blocco definitivo.

Alla cattura, il 35enne reagisce con violenza, colpendo i poliziotti a calci e pugni. Serve l’arrivo di una seconda volante per immobilizzarlo. Un agente resta lievemente ferito.

Durante la perquisizione, l’uomo viene trovato in possesso di un coltello e di 41 pillole di Rivotril, il cosiddetto “stupefacente dei poveri”: uno psicofarmaco che, mescolato ad alcol, produce effetti simili all’eroina. Una sostanza economica e pericolosa, sempre più diffusa nella zona della Ferrovia.

Dalla banca dati emerge che il gambiano aveva ricevuto mesi fa un decreto di espulsione, mai ottemperato. È l’ennesima conferma di quanto lo strumento dell’allontanamento “volontario” resti inefficace: chi è destinatario del provvedimento ha da 7 a 30 giorni per lasciare il Paese, ma spesso il termine resta lettera morta.