In un Menti vestito a festa per accogliere il ritorno a Castellammare delle Vespe nel derby campano contro l’Avellino, Abate si affida al ritorno di capitan Candellone e all’estro di Fabio Maistro per scardinare la difesa biancoverde.
La prima mezz’ora scorre via in maniera poco piacevole, sia per il grande agonismo messo in campo dalle due squadre sia per il metodo applicato da Mucera che preferisce punire tutti i contrasti di gioco.
Ne consegue una gara spezzettata, con poche occasioni da ambo i lati. Il primo sussulto è al 23’, quando Correia col suo strapotere fisico riesce a sgusciare in mezzo a tre avellinesi in area di rigore ma non riesce a concludere. I Lupi provano a rispondere con Russo che mette a sedere Giorgini e si presenta uno contro uno con Confente: al momento della conclusione però la svirgola clamorosamente, mandandola in rimessa dal fondo.
Il derby si sblocca al minuto 38: calcio d’angolo conquistato dal solito generosissimo Candellone, dalla ribattuta la palla schizza fuori area e si accomoda perfettamente sul mancino di Mosti che non si fa pregare due volte prima di sparare un missile alla sinistra di Iannarilli. Passano 2 minuti e le Vespe raddoppiano: ancora un mischione da angolo e a spuntarla è la testa del “bomber” Marco Belich.
La seconda frazione riparte sulla falsa riga della prima: le Vespe pressano e giocano, i Lupi provano a ribattere in contropiede. Sono ancora i padroni di casa però a sfiorare il 3-0, ancora da calcio d’angolo, con Marco Varnier. Dopo il primo quarto d’ora l’Avellino comincia a dare segnali di ripresa: prima è provvidenziale Confente su un colpo di testa centrale, poi Dimitrios spara alto dal limite dell’area. L’incontro scorre senza ulteriori sussulti, se non l’espulsione dopo OFR di Roberto Insigne.
Le Vespe tornano alla vittoria dopo il brutto passo falso di Carrara, l’Avellino invece cade dopo un’imbattibilità che durava dalla seconda giornata.

