Di Marco Visconti
Torna d’attualità il tema delle contravvenzioni elevate nel 2023: un altro cittadino ha ottenuto esito favorevole nel ricorso presentato contro il Comune, aggiungendo un nuovo capitolo alla vicenda. Con la sentenza del 14 ottobre 2025, il giudice di pace di Nocera Inferiore ha accolto integralmente il ricorso, dichiarando nullo l’obbligo di pagamento della multa e annullando l’ingiunzione impugnata. L’amministrazione comunale dovrà inoltre sostenere le spese legali, quantificate in 243 euro complessivi tra onorari e competenze professionali.La decisione si fonda su un vizio di notifica, non dovuto alla mancata consegna dell’atto o alla compiuta giacenza, bensì a un errore materiale nell’indirizzo di residenza riportato nell’ingiunzione.
Un’imprecisione che sarebbe potuta essere evitata attraverso un più accurato controllo preventivo delle variazioni anagrafiche da parte dell’ente e della società incaricata della gestione delle sanzioni.Non è la prima volta che un cittadino ottiene ragione in situazioni simili: in passato, altri ricorsi avevano già evidenziato irregolarità nelle notifiche, con indirizzi errati o incompleti. Mentre proseguono i ricorsi legati a errori di indirizzo, resta invece ancora irrisolta la questione delle cosiddette “multe fantasma”, ossia delle sanzioni formalmente notificate ma mai effettivamente recapitate.
Su questo fronte, per i cittadini che hanno avviato procedure di autotutela, il Comune ha deciso di sospendere qualsiasi azione fino a nuova comunicazione, in attesa degli sviluppi delle indagini coordinate dalla Procura.La vicenda, che da mesi suscita polemiche e malcontento tra la popolazione, si articola dunque su due fronti: da un lato, i procedimenti giudiziari che continuano a dare ragione ai ricorrenti per errori di notifica; dall’altro, le verifiche interne ancora in corso sulle “multe fantasma”. Nel frattempo, i casi fondati su errate indicazioni di residenza continuano a registrare esiti positivi.

