A Cava De’Tirreni smantellata rete criminale

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Cinque arresti in carcere, due minori affidati a comunità, oltre 40 persone coinvolte nell’operazione antimafia della DDA di Potenza.

Una vasta operazione antimafia ha colpito duramente i clan attivi tra Ferrandina, in provincia di Matera, e Cava de’ Tirreni, nel Salernitano. All’alba di ieri i carabinieri del comando provinciale di Matera, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza (pm Maurizio Cardea), hanno dato esecuzione a un’ordinanza che ha portato a cinque arresti in carcere, 27 ai domiciliari, 7 all’obbligo di dimora e 11 indagati a piede libero.
Due minorenni sono stati affidati a comunità di accoglienza.

Sotto accusa due gruppi criminali collegati tra loro: da un lato il clan Bisogno, con base in Basilicata ma radici a Cava de’ Tirreni, dall’altro il gruppo facente capo a Vincenzo Zullo, detto ‘O Cavallaro, storico esponente della criminalità cavese che, nonostante fosse detenuto, avrebbe continuato a impartire ordini dal carcere per gestire un fiorente traffico di droga.

Secondo gli inquirenti, a coordinare il gruppo lucano sarebbe stato Antonio Bisogno, appena ventenne, che avrebbe mantenuto i collegamenti diretti con l’organizzazione campana guidata da Zullo. Proprio Bisogno è ritenuto anche responsabile di un tentato omicidio avvenuto a Ferrandina a Pasqua 2024, episodio riconducibile a una faida interna per il controllo della piazza di spaccio.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano, oltre a Bisogno e Zullo, Matteo Baldi (54 anni), Felice Memoli (37 anni) e Andrea Guariglia (39 anni, di Salerno).

L’inchiesta ha accertato l’esistenza di una struttura criminale organizzata e stabile, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni e al possesso di armi, aggravata dal metodo mafioso e dall’impiego di minorenni nelle attività illecite.
Il gruppo, sostengono gli investigatori, esercitava il controllo del territorio attraverso violenze, minacce e pestaggi, imponendo il proprio dominio con modalità tipicamente camorristiche.

Le indagini, avviate nel marzo 2023, hanno documentato un fitto canale di comunicazione e rifornimento tra la Basilicata e il Salernitano, con Ferrandina utilizzata come base operativa per lo smistamento di hashish e cocaina.

L’operazione rappresenta un duro colpo per le organizzazioni che tentano di radicarsi in aree di confine tra Campania e Basilicata, confermando – sottolinea la DDA – “la pericolosa saldatura tra vecchie e nuove generazioni della criminalità organizzata, sempre più intrecciate nel traffico di stupefacenti e nell’uso della violenza come strumento di potere”.