Per i tifosi della Salernitana il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Manca soltanto la pubblicazione ufficiale – quella che sancirà, nero su bianco, la fine del divieto – e poi la passione della Bersagliera potrà tornare a viaggiare. È questione di ore, dicono fonti vicine al Ministero dell’Interno, prima che venga reso pubblico il decreto di revoca del divieto di trasferta per i sostenitori della Salernitana, una misura che, fino a pochi giorni fa, sembrava destinata a durare almeno fino a inizio dicembre.
Uno “sconto”, dunque, frutto della buona condotta dei tifosi granata, che nelle ultime settimane hanno dato prova di maturità e responsabilità, dentro e fuori lo stadio. L’atteso via libera, firmato dal ministro Matteo Piantedosi, rappresenta non solo un atto di fiducia, ma anche un riconoscimento per un popolo, quello della Salernitana, che ha saputo reagire con compostezza a una stagione complicata, sia sul piano sportivo che emotivo.
Il divieto era stato imposto dopo i fatti avvenuti all’interno dell’impianto di via Allende in occasione della gara di ritorno dei playout contro la Sampdoria: una sfida drammatica, che decise la retrocessione della Salernitana in Serie C e lasciò strascichi pesanti. In quell’occasione, il lancio di alcuni sediolini dal settore della Curva Sud costò caro: prima una serie di sanzioni disciplinari con la chiusura parziale dell’Arechi, poi il divieto di trasferta per i mesi successivi, deciso dalle autorità per motivi di sicurezza.
Da allora, la tifoseria granata ha scelto un’altra strada: quella del rispetto, della collaborazione e della responsabilità. Un comportamento che non è passato inosservato, soprattutto durante le ultime partite casalinghe, quando l’Arechi si è trasformato in un esempio di tifo corretto ma passionale, capace di sostenere la squadra senza eccessi né incidenti.
Ecco perché, dopo settimane di monitoraggio, il Viminale ha deciso di allentare le restrizioni, premiando il percorso virtuoso dei tifosi salernitani. Una vittoria di civiltà che riporta il tifo granata nel posto che gli spetta: sugli spalti degli stadi d’Italia, al fianco dei propri beniamini.
Secondo le prime indiscrezioni, la prima trasferta utile potrebbe essere quella del 2 novembre a Latina, un mese esatto prima della data originariamente prevista per la scadenza del divieto (il 2 dicembre). Un ritorno tanto atteso, che consentirà ai supporter dell’ippocampo di rimettersi in viaggio, di riaprire sciarpe e bandiere, di tornare a far sentire la propria voce lontano da Salerno.
Non si tratta solo di una questione sportiva. Il ritorno in trasferta dei tifosi rappresenta un segnale importante per l’intero ambiente: una riconciliazione tra istituzioni e tifoseria, ma anche un passo decisivo verso il recupero dell’immagine della piazza salernitana, spesso penalizzata da episodi isolati che non rispecchiano la vera anima del tifo granata.
Adesso si attende soltanto l’ultimo passaggio formale, la pubblicazione del decreto sui canali ufficiali. Poi sarà festa vera: quella di una tifoseria che potrà tornare a seguire la propria squadra, con la promessa – implicita ma chiara – di continuare su questa strada di passione e rispetto.
Perché se c’è una certezza, è che il tifo della Salernitana non si ferma mai: sa cadere e rialzarsi, sa farsi sentire quando serve, ma soprattutto sa cambiare, crescere e dimostrare – come in questo caso – di meritare fiducia. E il ritorno in trasferta, dopo mesi di silenzio forzato, sarà il modo più bello per dimostrarlo ancora una volta.

