Chiusura Largo Maradona, il Comune replica: “Lotta all’abusivismo”

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murales Maradona

Non si spengono le polemiche dopo l’intervento della Polizia Locale di Napoli a Largo Maradona, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dove ieri è stato chiuso un chiosco simbolo della “passione azzurra” dei tifosi. L’operazione, parte di un più ampio piano contro l’abusivismo commerciale, ha suscitato forti reazioni sui social, dove molti utenti parlano di un “autogol turistico” per una delle mete più visitate della città.

Con la chiusura del chiosco e l’installazione di un cancello che limita l’accesso al cortile sotto le finestre del celebre murale di Diego Armando Maradona, sono sparite anche le luci e i festoni che da anni animavano la zona, riportandola all’aspetto spoglio di un tempo.

A ridimensionare le polemiche è stato “Bostik”, il titolare dell’attività, che ha spiegato di non aver subito alcun sequestro:

Non c’è stato nessun blitz. Mi sono solo stancato — ha detto — perché da anni chiedo di essere messo in regola, ma nessuno si muove. O mi sistemano o non apro più.”

Dal Comune di Napoli è arrivata la replica ufficiale: l’intervento rientra in una serie di operazioni “contro l’abusivismo commerciale” condotte in tutti i quartieri cittadini, “nell’ambito di un piano per la tutela della legalità e della sicurezza urbana”.

L’amministrazione ha inoltre precisato che l’azione è seguita a denunce per vendita di merce contraffatta e furti di energia elettrica.

Tuttavia, il Comune si è detto pronto ad aprire un dialogo con gli esercenti della zona, per definire percorsi di regolarizzazione simili a quelli già avviati nei mercati rionali, e per “tutelare le attività economiche locali nel rispetto delle regole”.

Contestualmente, Palazzo San Giacomo sta lavorando a un piano di viabilità e mobilità pedonale dedicato all’area del murale di Maradona e alle strade limitrofe, con l’obiettivo di migliorare accessibilità e sicurezza per cittadini e turisti.