L’Agenzia delle Entrate intensifica i controlli: migliaia di proprietari di immobili riceveranno a breve una comunicazione ufficiale. Il Fisco mira a verificare la corretta gestione delle agevolazioni legate ai lavori di ristrutturazione e ai bonus edilizi, in particolare il Superbonus 110%.
Chi ha beneficiato di questi incentivi dovrà prestare attenzione a eventuali errori o omissioni, soprattutto se non ha aggiornato la rendita catastale del proprio immobile dopo gli interventi di ristrutturazione. Un dettaglio spesso trascurato, ma che può avere conseguenze economiche significative.
Lettera di compliance: cosa significa e come comportarsi
La prima fase del controllo non prevede sanzioni immediate. L’Agenzia delle Entrate invierà infatti una lettera di compliance, una sorta di invito al contribuente a verificare la propria posizione e, se necessario, a correggerla spontaneamente tramite il ravvedimento operoso.
Nella lettera saranno indicati gli elementi che hanno fatto emergere possibili incongruenze e sarà fissato un termine – di solito 15 giorni – per fornire chiarimenti o regolarizzare la situazione. Ignorare la comunicazione, però, comporterà conseguenze più pesanti: si rischia di ricevere un vero e proprio avviso di accertamento con sanzioni aumentate e controlli patrimoniali più approfonditi.
Chi riceverà la comunicazione
In questa nuova ondata di controlli, circa 12 mila lettere verranno inviate ai proprietari che hanno usufruito del Superbonus 110% o di altri bonus edilizi. L’obiettivo è verificare che, a seguito dei lavori, sia stata adeguata la rendita catastale dell’immobile, parametro fondamentale per il calcolo di IMU, imposte sui redditi e tributi collegati.
Molti contribuenti, infatti, non hanno aggiornato la rendita catastale dopo aver aumentato il valore effettivo dell’abitazione, creando così una discrepanza tra valore reale e valore fiscale. L’Agenzia intende sanare questa situazione, offrendo la possibilità di regolarizzare prima che scattino le sanzioni.
Un richiamo alla collaborazione
Si tratta della seconda tranche di comunicazioni dedicate allo stesso tema, che porterà il numero complessivo delle lettere a oltre 50 mila. L’obiettivo non è solo quello di recuperare imposte non versate, ma anche di favorire un rapporto più trasparente e collaborativo tra cittadini e amministrazione fiscale.

