A Napoli un convegno per rompere il silenzio sul dolore femminile

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Portare alla luce il dolore invisibile e spesso taciuto delle donne: quello che riguarda la pelvi, la sfera genitale e la sessualità. È questo l’obiettivo del convegno che si apre domani a Palazzo Cappuccini, a Napoli, e che vedrà confrontarsi per due giorni ginecologi, ostetriche, psicologi, infermieri e fisioterapisti.

L’iniziativa, promossa sotto il titolo evocativo “La forza del piacere” e “Gli intrecci del dolore”, si propone di affrontare alcune delle forme di sofferenza più complesse e difficili da diagnosticare — dal dolore pelvico cronico alla vulvodinia, dal vaginismo alla dispareunia — per restituire voce e ascolto a pazienti spesso lasciate sole nel loro percorso.

La prima sessione, “La forza del piacere”, si terrà giovedì alle ore 14 e sarà guidata dalla ginecologa e sessuologa Raffaella De Simone. Il corso di sessuologia clinica approfondirà i diversi tipi di dolore sessuale, le diagnosi differenziali e le strategie terapeutiche più efficaci.

La seconda giornata, dedicata a “Gli intrecci del dolore”, si concentrerà invece su comorbidità e diagnosi differenziali legate al dolore genitale e pelvico, analizzando anche l’impatto psicologico e relazionale di queste patologie.

Si tratta di argomenti di cui ancora si parla troppo poco, un po’ per retaggio culturale e un po’ per mancanza di formazione specifica – spiega De Simone –. Eppure, sempre più donne chiedono aiuto per ritrovare una buona qualità di vita. Come specialisti dobbiamo saperle ascoltare e accompagnare con competenza e sensibilità”.

Un focus particolare sarà riservato alle pazienti oncologiche, soprattutto a quelle che, dopo la guarigione, si trovano a fare i conti con le conseguenze del trattamento sulla loro vita sessuale e affettiva. “Spesso – osservano gli organizzatori – la priorità è salvare la vita, ma ci si dimentica di chiedersi come vivano poi queste donne, come percepiscano il loro corpo e la loro femminilità dopo la malattia”.

L’obiettivo del convegno è duplice: promuovere una maggiore consapevolezza tra i professionisti sanitari e rompere il tabù sociale che circonda il dolore femminile, ancora troppo spesso sottovalutato o interpretato come “normale”. Un invito, dunque, ad ascoltare, comprendere e curare, restituendo alle donne il diritto al benessere, al piacere e a una piena qualità della vita.