Siamo entrati ormai nella settimana del derby in casa gialloblè: sabato alle 17:15 il Menti ospiterà l’Avellino dell’ex Biancolino, una partita mai banale per tutta una serie di motivi, calcistici ed extra calcistici.
La partita è generalmente molto sentita e anche la società ha chiamato a raccolta l’intero popolo stabiese istituendo la giornata gialloblè, con il chiaro obiettivo di avere gli spalti gremiti per spingere i ragazzi di Abate verso la seconda vittoria consecutiva in casa dopo quella con il Mantova e soprattutto per rialzare subito la china dopo lo stop con la Carrarese dell’ultimo turno.
A Castellammare arriva l’Avellino di Raffaele Biancolino, una delle squadre rivelazione di questo inizio di stagione: i Lupi infatti dopo la sconfitta alla prima giornata contro il Frosinone hanno infilato una striscia di 5 risultati utili consecutivi, pareggiando a Padova e Modena e battendo la Carrarese a Carrara e il Monza in casa.
Parlando di numeri, Biancolino schiera i suoi con un 3421, simile a quello proposto da Abate nelle prime uscite stagionali. Le idee però dell’ex attaccante sono profondamente diverse: Biancolino infatti predilige una squadra estremamente verticale, non ama mantenere il possesso e riposizionare i suoi, bensì cercare subito i due sotto punta per combinare con i quinti e il centravanti.
Biancolino non cerca con frequenza la costruzione col portiere: di media Iannarilli gioca la palla la metà delle volte di Confente, mentre sono parecchio coinvolti i tre difensori che sono quelli che invece la giocano maggiormente. Cancellotti e Fontanarosa, generalmente i terzi scelti da Biancolino, si alzano in costruzione proprio perché la zona centrale del centrocampo viene sguarnita dai due centrocampisti, soprattutto a sinistra dove Kumi si comporta quasi come un esterno, spingendo Milani a giocare quasi da ala.


Ne risulta quindi che l’Avellino è una squadra tipicamente a trazione mancina, che sfrutta molto le corsie esterne per creare superiorità posizionale mettendo più uomini in quella zona.
Dal punto di vista difensivo, l’Avellino predilige un blocco medio per non scoprirsi troppo e mantenere compattezza: confrontando i dati difensivi di Juve Stabia e Avellino scopriamo come questa strategia, il cui campione però è basato su queste prime 6 partite e quindi non totalmente affidabile, abbia portato 6 tiri in porta degli avversari delle Vespe su errore in costruzione, mentre per l’Avellino è accaduto solo una volta.
Il rovescio della medaglia è però nell’altra metà campo: la Juve Stabia ha mediamente un possesso maggiore (55.6 vs 45 circa), e costruisce più palle gol limpide (2.7 per le Vespe, 1.6 per l’Avellino).
Vedremo quindi, probabilmente una gara che a Castellammare siamo già abituati a vedere: la Juve Stabia controllerà possesso e ritmi, l’Avellino proverà a forzare l’errore per poi ribaltare il campo con pochi tocchi.

