Il Comune di Pagani si è costituito parte civile nel procedimento davanti al gup del Tribunale di Salerno che vede imputate 14 persone nell’ambito dell’inchiesta su appalti e presunti legami con la camorra a Palazzo San Carlo. L’udienza preliminare si apre oggi, dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata lo scorso agosto dal sostituto procuratore dell’Antimafia, Elena Guarino.
La vicenda risale al blitz del novembre 2024, quando i carabinieri e la Dda di Salerno portarono alla luce un presunto sistema di condizionamento degli appalti comunali da parte di esponenti vicini al clan Fezza–De Vivo, storico gruppo criminale dell’Agro Nocerino.
Nel mandato conferito all’avvocato Virginia Galasso, la Giunta comunale di Pagani ha motivato la decisione di costituirsi parte civile sottolineando che, «qualora accertati, i reati contestati agli imputati comporterebbero il diritto dell’Amministrazione comunale al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti».
Secondo l’accusa, alcuni degli imputati avrebbero favorito gli interessi del clan nella gestione degli appalti pubblici e tentato di orientare le elezioni amministrative del 2020, poi vinte dallo schieramento dell’attuale sindaco, successivamente uscito dall’inchiesta con un provvedimento di archiviazione.
Tra gli imputati figura anche l’ex assessore Pietro Sessa, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi alle elezioni regionali, insieme a tre dipendenti comunali: Tommaso Sorrentino, Giuseppe Serritiello e Bonaventura Tramontano, quest’ultimo ex funzionario comunale e responsabile del servizio cimiteriale.
L’udienza odierna sarà decisiva per stabilire l’eventuale rinvio a giudizio dei quattordici indagati e definire le parti civili ammesse al processo.

