Italia, è la notte di Francesco Pio Esposito: Castellammare freme

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francesco pio esposito
mn24.it

Stanotte potrebbe essere la notte in cui Francesco Pio Esposito in campo per la prima volta con la maglia dell’Italia da titolare. Per il classe 2005 dell’Inter è un passo che va oltre il campo: è la realizzazione di un sogno coltivato sin da ragazzino nel piccolo campetto del quartiere Cicerone di Castellammare di Stabia, dove ha giocato insieme ai suoi fratelli Salvatore e Sebastiano tirando il primo pallone. Dopo la rete segnata contro l’Estonia — il suo primo gol con la maglia azzurra — i riflettori tornano su di lui. Le prestazioni in campionato con l’Inter e la freschezza che ha dimostrato fanno sperare in una possibile maglia da titolare nella sfida decisiva contro Israele. Per Esposito, già convocato più volte, è l’occasione di confermare che le attese riposte su di lui non sono solo giornalistiche, ma meritocratiche.

Il giovane bomber che stupisce

Esposito ha bruciato le tappe: cresciuto nei vivai del Brescia, poi nell’Inter, con una stagione di Serie B allo Spezia durante la quale ha mostrato il suo fiuto per il gol, segnando 19 reti. Il suo primo gol in Serie A, contro il Cagliari, è arrivato con emozione pura: all’82’, su un cross di Dimarco, ha infilato la rete, rendendo orgogliosa la sua famiglia, il suo quartiere, tutta Castellammare. E quel quartiere lontano, il rione Cicerone, sembra oggi più vicino che mai: il campo da gioco che lo ha visto muovere i primi passi è stato ristrutturato dai fratelli Esposito e donato alla comunità. Un simbolo concreto dell’attaccamento alle origini. 

Castellammare che sogna con lui

Non è solo talento: è anche il calore di una città. Castellammare di Stabia segue Esposito con la fierezza di chi cresce insieme al suo campione. Le voci, gli applausi, le attese nelle piazze, le discussioni da bar: tutte partono da uno spirito che vede in Francesco Pio il ragazzo del quartiere che ce l’ha fatta. Quando ha segnato con l’Italia contro l’Estonia, la gioia è esplosa nelle sue strade. Il campetto di Cicerone, dove ha giocato da bambino, è diventato qualcosa di più: non solo un ricordo, ma un’eredità che vuole ispirare chi arriverà dopo di lui. 

Francesco Pio Esposito titolare, Gattuso ha già scelto

Ora, la partita contro Israele rappresenta per Esposito un bivio: entrare dall’inizio significherebbe fiducia assoluta da parte del ct Rino Gattuso, che lo ha definito tra i giovani su cui punta per il futuro. Le sue caratteristiche — corsa, intelligenza nel muoversi in area, capacità di finalizzazione — lo rendono un profilo adatto a spaccare le partite. Non è scontato che scenda titolare, ma la spinta arriva da due fatti importanti: il gol in nazionale e il rendimento in Serie A. Serve ora che Esposito mostri lucidità, che si muova bene negli spazi e che faccia sentire la sua pressione agli avversari fin dai primi minuti.

Il sogno che diventa realtà

Nell’emozione che precede i grandi palcoscenici, c’è qualcosa di autentico. Esposito stesso ha dichiarato che questo momento “sta succedendo tutto molto velocemente” e che bisogna restare con i piedi per terra, pur godendosi ogni istante. Per lui, essere titolare non sarebbe il punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso. Un percorso fatto di sacrifici, di allenamenti sotto la pioggia, di notti insonni a pensare a cosa significhi indossare quel numero, quella maglia, quei colori.

Occhi puntati sulla serata

Se davvero Esposito dovesse partire dal primo minuto, sarà per molti — non solo per lui — una notte da ricordare. Per la sua famiglia, per i suoi fratelli, per Castellammare che guarda con orgoglio. Per la Nazionale che cerca continuità e freschezza. E anche se dovesse entrare a gara in corso, basterà un gesto, un tiro, un movimento ben fatto, per fare capire che il sogno continua — che le promesse non restano promesse, ma diventano parte della storia.