Un’autostrada trasformata in campo di battaglia. È quanto accaduto nel pomeriggio di sabato lungo l’A2 del Mediterraneo, nei pressi di San Mango Piemonte, dove un violento scontro tra tifosi di Casertana e Catania ha mandato nel caos il traffico e seminato il panico tra gli automobilisti. Per diversi minuti, la tensione è salita alle stelle: sassi, fumogeni e bastoni hanno invaso la carreggiata, costringendo molti automobilisti a fermarsi per evitare di essere coinvolti. Una scena di guerriglia che si è consumata in pochi attimi, ma sufficiente a far scattare un’imponente operazione di polizia.
Le indagini: due piste al vaglio degli inquirenti
Gli agenti delle Questure di Salerno, Caserta e Catania stanno ora cercando di ricostruire l’accaduto e, soprattutto, di capire se lo scontro sia stato un incontro casuale o un blitz pianificato. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, le Digos delle tre città hanno avviato una serie di accertamenti incrociando immagini delle telecamere autostradali, filmati registrati dagli automobilisti e messaggi provenienti dai social network. Particolare attenzione è rivolta alle chat di gruppo e ai canali Telegram legati alle frange più calde del tifo organizzato. È proprio lì che gli inquirenti ipotizzano possano emergere scambi di messaggi o segnali codificati che indicherebbero un incontro premeditato tra le due tifoserie.
L’ipotesi del “duello” preorganizzato
La pista dell’organizzazione preventiva, al momento, è la più seguita. Gli investigatori ritengono infatti che l’orario e il luogo dello scontro non siano casuali: entrambe le tifoserie si stavano spostando per seguire le rispettive squadre e si sarebbero incrociate in un punto dell’autostrada strategico e poco sorvegliato. Le modalità dell’attacco — il blocco improvviso della circolazione, l’utilizzo di oggetti contundenti e fumogeni — lasciano pensare a un’azione studiata nei dettagli, con l’intento di affrontarsi lontano dagli stadi e dalle forze dell’ordine.
Digos al lavoro: incroci di orari e movimenti
A coordinare le indagini è la Digos di Salerno, guidata dal vicequestore Perillo, in collaborazione con i colleghi Macarra e gli uffici investigativi di Caserta e Catania. Gli agenti stanno ricostruendo i movimenti dei pullman e delle auto private partite dalle due città, cercando di individuare chi fosse presente sul luogo degli scontri e chi possa averli provocati. L’obiettivo è identificare i responsabili e trasmettere alla Procura un quadro completo dell’accaduto. Non si esclude che nelle prossime ore possano arrivare le prime denunce e i provvedimenti di Daspo, misura già utilizzata in passato per episodi simili di violenza tra tifoserie.
Sicurezza e allarme tifo violento
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza delle trasferte calcistiche e sulla gestione dei flussi di tifosi lungo le principali arterie autostradali. Non è la prima volta che uno scontro tra ultras avviene lontano da un impianto sportivo, in aree difficili da monitorare. Le forze dell’ordine stanno ora valutando la possibilità di introdurre nuovi protocolli di prevenzione, con l’obiettivo di evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro.
Un fenomeno che preoccupa
Per la tifoseria organizzata, episodi come quello di sabato rappresentano una deriva pericolosa che danneggia l’immagine dello sport e mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Le istituzioni calcistiche e le questure, intanto, ribadiscono la tolleranza zero contro la violenza e la necessità di isolare i gruppi responsabili di queste azioni. Nel frattempo, resta alta l’attenzione sulle indagini: l’obiettivo è capire se lo scontro sull’A2 sia stato un episodio improvviso o un duello pianificato nei dettagli, con la complicità dei social e delle reti ultras. Quel che è certo è che, per qualche minuto, l’autostrada del Mediterraneo si è trasformata in una zona di guerra. E ora la giustizia è chiamata a fare piena luce su chi — e come — ha trasformato una normale giornata di sport in un nuovo capitolo di violenza.

