Incontro tra De Luca e Fico, tregua armata nel campo progressista

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Vincenzo De Luca, Presidente regione Campania-mn24.it

Fiat lux, finalmente. Dopo mesi di attacchi, polemiche e dichiarazioni al vetriolo, Vincenzo De Luca e Roberto Fico si sono incontrati per la prima volta a Palazzo Santa Lucia. Un vertice tanto atteso quanto inatteso, visto il clima di gelo politico che aveva caratterizzato le ultime settimane tra il governatore uscente e il candidato presidente della coalizione progressista.

Solo pochi giorni fa, alla Festa del Foglio di Firenze, De Luca aveva liquidato Fico con parole pesantissime:

«Fico? Il tempo della demagogia e delle scemenze è finito».
Parole che sembravano chiudere ogni possibilità di dialogo. E invece, nella mattinata di oggi, la svolta: i due si sono seduti attorno allo stesso tavolo, aprendo uno spiraglio di distensione nel fronte progressista.

Dietro l’incontro, secondo fonti politiche, c’è la regia discreta ma determinante del segretario regionale del Pd Piero De Luca, figlio del governatore, che avrebbe lavorato nelle ultime settimane per ricucire i rapporti e costruire un ponte tra le due anime della coalizione.


Il vertice: toni cordiali, ma questioni aperte

La nota ufficiale diffusa da Fico parla di un “incontro cordiale” durante il quale si è fatto il punto sul programma della coalizione:

«È stato condiviso l’obiettivo comune di garantire alla Campania un’amministrazione stabile, capace di mettere al centro le priorità dei cittadini, costruendo una proposta politica alternativa alla destra».

Parole distensive, che lasciano intendere la volontà di archiviare le frizioni e concentrarsi sulla campagna elettorale. Ma dietro la facciata del dialogo restano numerosi nodi irrisolti, alcuni dei quali decisivi per la tenuta dell’alleanza.


Le spine del campo progressista

Il primo nodo riguarda il riconoscimento politico della stagione amministrativa deluchiana. Fico, sostenuto da una parte del M5S e della sinistra, chiede un cambio di passo netto, mentre il governatore difende con forza i risultati conseguiti in dieci anni di governo regionale.

Il secondo tema è la lista “A testa alta con De Luca”: il candidato del campo progressista non intende accettare la presenza del nome del presidente uscente nel simbolo, temendo che possa trasformarsi in una candidatura parallela.

C’è poi la questione delle liste pulite, legata al codice etico della coalizione: una norma stringente che rischia di escludere diversi consiglieri uscenti deluchiani, contro cui lo stesso De Luca si è più volte scagliato.

Infine, sullo sfondo, il progetto del “Faro”, la nuova sede della Regione Campania da 400 milioni di euro, fortemente voluta dal governatore ma accolta con freddezza da Fico, che ne ha criticato i costi e l’impatto. Su questo punto, per ora, nessuna dichiarazione ufficiale.


La corsa alla Regione e la necessità dell’unità

L’incontro di oggi segna una tregua armata nel campo progressista, ma non ancora una vera pace.
Fico sa che per battere la destra servirà un fronte largo e coeso; De Luca, dal canto suo, non intende rinunciare al suo peso politico e alla rete di amministratori che lo sostengono sul territorio.

In mezzo, un elettorato che guarda con attenzione – e un po’ di scetticismo – ai tentativi di ricomposizione.
Il dialogo è ripartito, ma la partita resta tutta aperta.