Cesare Paciotti: addio al genio ribelle delle scarpe made in Italy

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È morto ieri, all’età di 67 anni, Cesare Paciotti, imprenditore e stilista calzaturiero tra i più iconici del panorama italiano e internazionale.
Il fondatore del celebre marchio delle scarpe con la lama, simbolo di eleganza e provocazione, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Civitanova Marche, nelle prime ore di domenica. Secondo quanto trapelato, sarebbe stato colto da un malore improvviso. I familiari hanno subito chiamato i soccorsi, ma per Paciotti non c’è stato nulla da fare.

Un marchio diventato leggenda

Figlio d’arte — il padre Giuseppe fondò nel 1948 il “Calzaturificio Giuseppe Paciotti” — Cesare aveva ereditato dal genitore la passione per il dettaglio artigianale, ma ne aveva ribaltato lo spirito con un tocco personale e rivoluzionario.
Dopo la laurea al DAMS di Bologna e viaggi tra Londra e New York, tornò nelle Marche per creare nel 1980 la sua prima collezione. Da subito impose il suo stile: tacchi affilati, cuoio lucente, design audace e sessuale.

Il pugnale d’argento, logo inconfondibile del marchio, divenne un segno di riconoscimento mondiale. Le sue scarpe — sensuali, sofisticate, spesso trasgressive — hanno calcato le passerelle di tutto il mondo e vestito star come Madonna, Rihanna, Beyoncé, George Clooney e Denzel Washington.

Tra glamour e genio imprenditoriale

Negli anni ’90, il marchio Cesare Paciotti esplose nel mercato internazionale, imponendosi tra i simboli del lusso italiano.
Le sue campagne pubblicitarie, firmate da grandi fotografi come Helmut Newton e Ellen von Unwerth, divennero provocazioni d’arte: corpi scolpiti, sguardi intensi, scarpe come armi di seduzione.
Il suo stile era riconoscibile: elegante ma aggressivo, sensuale ma rigoroso. “Le mie scarpe devono far sentire chi le indossa invincibile”, amava dire.

Il successo e le difficoltà

Come molte maison italiane, anche Paciotti negli ultimi anni aveva affrontato momenti difficili.
La crisi economica e i cambiamenti del mercato del lusso lo avevano costretto a una riorganizzazione profonda dell’azienda, senza però mai abbandonare la sua visione.
Nonostante le sfide, il nome Paciotti è rimasto sinonimo di artigianalità, identità e coraggio stilistico, continuando a produrre calzature in Italia, nel cuore di un distretto calzaturiero tra i più prestigiosi al mondo.

Un uomo fuori dagli schemi

Chi lo conosceva lo descrive come un uomo carismatico, diretto, a volte ruvido ma capace di entusiasmare con la sua passione.
Amava il mare, la musica e la libertà. Era rimasto profondamente legato alla sua terra, le Marche, dove aveva costruito non solo la sua azienda, ma anche il suo rifugio personale.

L’eredità di un visionario

Con la scomparsa di Cesare Paciotti, la moda italiana perde uno dei suoi protagonisti più autentici, un artigiano moderno che aveva saputo fondere tradizione e sensualità, lusso e ribellione.
Le sue scarpe — sculture di pelle e acciaio — continueranno a raccontare la sua storia: quella di un uomo che ha trasformato un sogno familiare in un mito del design internazionale.

“Non faccio scarpe, creo emozioni da indossare.”
Cesare Paciotti