Se è vero che le stelle non muoiono, ma brillano altrove, oggi il cielo prende una luce diversa. Venerdì 11 ottobre 2025, si è spenta Diane Keaton, all’età di 79 anni, lasciando dietro di sé un’eredità che va ben oltre i ruoli iconici che ha saputo incarnare.
L’addio silenzioso di una personalità unica
La notizia è caduta come un fulmine inatteso. Gli affetti più stretti sono stati lì con lei, in riserbo e discrezione. In molti non immaginavano che la salute di Diane potesse declinare così in fretta: un’amica ha detto che “la sua salute è peggiorata molto rapidamente negli ultimi mesi”.
Anche i dettagli finali sono avvolti in una cortina di riservatezza. Un’autoambulanza è intervenuta con una segnalazione “persona a terra” nella sua abitazione in California, ma ciò che è accaduto dopo rimane in parte privato.
Musa, compagna artistica, icona: la voce di Diane
Per generazioni, Diane Keaton non è stata solo un volto sullo schermo: è stata — ed è — una voce, un modo di essere, una ribellione gentile.
Negli anni ’70 e ’80 si fece conoscere come la donna libera, affascinante, imprevedibile, capace di fondere ironia e fragilità con intensità. Il suo sodalizio con Woody Allen — in film come Play It Again, Sam, Annie Hall, Love and Death — l’ha collocata al centro del cinema d’autore americano.
In Annie Hall conquistò l’Oscar come miglior attrice, consegnando al mondo un’immagine inattesa e liberata: signora in cravatta e scarpe basse, voce che sfida status quo, umorismo cesellato.
Ma non fu solo attrice: regista, autrice, fotografa, interprete dello stile. Le sue scelte estetiche — l’eccentricità misurata, l’androgino delicato — sono rimaste punto di riferimento nel tempo.
I momenti che restano
- Kay Adams-Corleone in Il padrino (I–II–III): una donna dalle sfumature intense in un universo maschile dominato da potere e violenza.
- Annie Hall, il film che la consacrò e il cui “look” femminile anticonvenzionale divenne simbolo di emancipazione.
- Le commedie degli anni ’90-2000: The First Wives Club, Father of the Bride, Something’s Gotta Give — dove lo humor si tinta di malinconia e autenticità.
- Dietro la macchina da presa: la regia nel film Hanging Up del 2000, sua ultima esperienza registico-cinematografica significativa.
- Tra le curiosità, aveva deciso di mettere in vendita la sua “dream home” a Los Angeles nei mesi precedenti, secondo fonti legate alla sua persona: un segno forse di cambiamento, di un passo lento verso la fine.
Le parole che restano
Tra le voci che oggi rendono omaggio a Diane: Bette Midler, che l’ha definita “brillante, bella, straordinaria” e ha detto: “Quello che vedevi, era ciò che era”.
Leonardo DiCaprio, che la conobbe giovanissimo, la ricorda “one of a kind, brilliant, funny and unapologetically herself”.
Woody Allen, il suo primo collaboratore e compagno artistico, avrebbe definito Diane un’unicità impossibile da replicare.
La morte di Diane Keaton non è soltanto la perdita di un talento enorme: è il silenzio che cala su una donna che ha patto con il proprio tempo, filtrando pensieri, emozioni e visioni in ogni suo gesto. È il vuoto che lascia in chi, dietro lo schermo, ha sperato di riconoscersi nelle sue scelte coraggiose e nei suoi sorrisi indecifrabili.

