Scafati, Civico 17: processo bis per droga e armi da guerra

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Otto imputati tornano in aula: tra loro Emilia Capasso e il compagno Vincenzo De Martino.

Droga, armi da guerra e tentate estorsioni: torna in aula il processo legato all’operazione “Civico 17”, conosciuta anche come il “condominio dello spaccio”. Il procedimento di Appello bis riguarda otto imputati già condannati nel novembre 2024 a complessivi 30 anni di reclusione, a fronte dei quasi 50 anni richiesti dal pubblico ministero Viviana Vessa.

Gli imputati e le condanne

A comparire di nuovo davanti ai giudici saranno Emilia Capasso, 52 anni, di Nocera Inferiore, condannata a 6 anni, e il compagno Vincenzo De Martino, 36 anni, di Nocera Superiore, a 4 anni e 4 mesi.
Nel gruppo anche Salvatore Abenante di Scafati (3 anni e 2 mesi per detenzione di armi, tra cui pistole e Kalashnikov nascosti in un terreno), Francesco Osio di Castel San Giorgio (4 anni e 10 mesi), Camillo Nizza di Pagani (2 anni), i figli della Capasso, Francesco e Maria Rosaria Mari (3 anni e 10 mesi e 3 anni e 4 mesi), e infine Giuseppina Vitale di Nocera Inferiore (2 anni e 8 mesi).

L’operazione “Civico 17”

Il blitz, condotto dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore sotto il comando del colonnello Gianfranco Albanese, scattò tra il 2021 e il 2022 e portò alla luce una fitta rete di spaccio di cocaina e crack tra i comuni dell’Agro nocerino e della Valle dell’Irno.

Durante le indagini furono sequestrate diverse dosi di stupefacenti — in una circostanza oltre un etto di cocaina, pari a 483 dosi — e un arsenale di armi da guerra.
L’analisi dello smartphone sequestrato allo scafatese Abenante rivelò la detenzione illegale di una pistola Glock modello 17 e tre fucili mitragliatori Kalashnikov.

Il ruolo di Emilia Capasso

Secondo gli inquirenti, Emilia Capasso sarebbe stata il fulcro dell’organizzazione, responsabile di un tentativo di estorsione finalizzato a recuperare denaro proveniente dallo spaccio. Dopo l’arresto del compagno De Martino, la donna avrebbe gestito la piazza di spaccio itinerante, coordinando i propri figli e distribuendo la droga nei comuni limitrofi.

Il nuovo processo

Il processo bis arriva ora davanti ai giudici della Corte d’Appello, che dovranno riesaminare le posizioni dei condannati. Intanto, per il filone parallelo dell’inchiesta, con nuovi arresti eseguiti nell’estate 2025, si attende la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.