di Giorgia Valentini
A Nocera Inferiore si torna a parlare di agroalimentare e turismo religioso, due parole che da anni fanno vibrare le corde della retorica locale ma che raramente trovano gambe solide per camminare. Con la determina dirigenziale numero 1940 del 9 ottobre 2025, il Comune ha formalmente accertato e impegnato 50mila euro per il progetto “la valorizzazione della filiera dell’agroalimentare negli itinerari turistico-religiosi dell’Agro Nocerino Sarnese”. Un titolo lungo, ambizioso e potenzialmente rivoluzionario. Ma la domanda, ancora una volta, è: riuscirà a lasciare il segno o finirà archiviato tra le buone intenzioni e i faldoni polverosi?
Il progetto, finanziato dalla Regione Campania, punta a rilanciare l’identità produttiva del territorio attraverso il connubio tra eccellenze agricole, cultura e fede; la somma è modesta ma significativa, di questa metà è stata già impegnata in precedenti determine, e metà è stata appena accertata. Dietro i numeri, c’è un segnale: Nocera vuole tornare a raccontarsi come cuore pulsante dell’Agro, capace di tenere insieme storia, gusto e spiritualità, tuttavia, perché ciò accada, servirà molto più di una determina, ma come scrivo da sempre, serviranno visione, trasparenza e, diciamolo senza troppi giri di parole, coraggio amministrativo.
Perché di progetti “pilota”, “integrati” o “di valorizzazione” è piena la cronaca degli ultimi vent’anni, ma pochi hanno davvero inciso sull’economia reale o sulla percezione del territorio. Questa volta, però, il vento sembra un po’ diverso perché le somme sono già allocate, gli impegni tracciati e la burocrazia sembra muoversi in tempo utile; tocca ora alla politica e agli operatori locali trasformare l’ennesima delibera in una storia di sviluppo concreto. E magari, chissà, dimostrare che anche da un atto amministrativo può nascere un futuro un po’ meno di carta.

