La verità sulla tragedia della funivia del Faito è nascosta in un’enorme mole di documenti, atti e materiali da esaminare. Decine di migliaia di pagine, centinaia di file digitali e dvd contenenti immagini, video e frame della sciagura sono stati depositati negli uffici del tribunale di Torre Annunziata.
Un patrimonio probatorio vastissimo che ora dovrà essere analizzato da un pool di esperti incaricato di ricostruire nel dettaglio le cause dell’incidente che costò la vita a diverse persone e mise in luce gravi anomalie nella manutenzione dell’impianto che collega Castellammare di Stabia al Monte Faito.
Gli inquirenti stanno lavorando per classificare e catalogare ogni elemento utile: dalle immagini video alle carte dei lavori di manutenzione, dai verbali tecnici ai documenti sequestrati presso l’Eav, gestore della funivia. Si tratta di un lavoro complesso che richiederà tempo e che, con tutta probabilità, porterà a una proroga delle indagini preliminari.
La procura di Torre Annunziata ha inoltre disposto la rimozione della cabina precipitata, che giace ancora sul versante del Monte Faito. Le operazioni saranno coordinate con l’ausilio di un elicottero della Protezione Civile per consentire il recupero in sicurezza dei rottami, da sottoporre poi ad analisi tecniche e strutturali.
Parallelamente, i magistrati intendono accelerare la valutazione delle responsabilità: nel registro degli indagati figurano 26 persone, tra cui dipendenti dell’Eav e titolari di ditte che si occupavano della manutenzione. L’ipotesi di reato riguarda il disastro colposo e la mancata sicurezza dell’impianto.
Per la procura, il materiale raccolto è talmente vasto da richiedere l’impegno congiunto di più figure tecniche e periti specializzati. L’obiettivo è quello di chiudere l’inchiesta entro Natale, salvo ulteriori proroghe legate alla complessità dell’analisi.
Un’indagine articolata, dunque, che mira a fare piena luce su una delle pagine più drammatiche della storia recente dei collegamenti turistici campani, nella speranza di restituire verità e giustizia alle famiglie delle vittime.

