Gaza, tregua dopo 735 giorni. Netanyahu: “Esercito a Gaza fino a disarmo Hamas”

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Dopo 735 giorni di conflitto, la Striscia di Gaza ha visto entrare in vigore un cessate il fuoco, ratificato ieri sera dal governo israeliano e confermato con un’ulteriore firma in Egitto, dove sono stati invitati anche il presidente statunitense Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni. L’IDF si è ritirata dalle prime linee concordate, mentre la distribuzione degli aiuti umanitari riprenderà domenica, con un flusso previsto fino a 600 camion al giorno.

Tutti gli ostaggi israeliani, vivi e morti, saranno rilasciati entro 72 ore, senza cerimonie pubbliche; si stima che una ventina siano ancora in vita, con la liberazione prevista entro lunedì o martedì. Solo dopo la consegna completa degli ostaggi Israele provvederà alla liberazione di 250 prigionieri palestinesi condannati all’ergastolo (escluso Marwan Barghouti) e di 1.700 detenuti di Gaza arrestati dopo l’attacco del 7 ottobre 2023.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che le forze israeliane resteranno nella Striscia fino al completo disarmo di Hamas, aggiungendo che “altrimenti sarà di nuovo guerra”. Il leader di Hamas in esilio, Khalil Al-Hayya, ha dichiarato di aver ricevuto garanzie dagli Stati Uniti e dai mediatori sulla fine del conflitto.

Il governo israeliano resta comunque diviso internamente: alcuni leader dell’estrema destra, tra cui Ben Gvir e Smotrich, insieme ad altri tre ministri, non hanno sostenuto il voto sul cessate il fuoco.

Sul fronte internazionale, la Freedom Flotilla, sequestrata da Israele, ha iniziato l’evacuazione dei suoi attivisti: 94 persone provenienti da 21 Paesi, tra cui 18 turchi, stanno rientrando nei loro Paesi. L’ambasciata italiana a Tel Aviv ha confermato che sette italiani detenuti sulla Flotilla sono già partiti per Istanbul a bordo di un volo Turkish Airlines.