Non serve vedere per capire che dentro il centro tecnico l’atmosfera è elettrica. È sufficiente ascoltare. Le urla di Rino Gattuso rimbalzano oltre le siepi e i teloni verdi che proteggono la Nazionale dagli sguardi indiscreti. “Forza! Più ritmo!” grida il ct, con quella voce roca che sembra graffiare l’aria. Dentro il bunker azzurro, ogni esercitazione è una piccola battaglia, ogni tocco di palla un messaggio: nessuno vuole fallire di nuovo la qualificazione mondiale.
I cronisti da Coverciano riportano alcuni vorgolettati che danno prova della verve degli azzurri: «Siamo 2-1 per gli arancioni!», urla Gattuso durante la partitella. «Macché, è 2-2!», replicano i blu. Tutto vero, tutto intenso. L’Italia ha cambiato guida, ma soprattutto mentalità. Lo aveva detto Tonali: “Con Gattuso ogni allenamento è una partita”. E a Coverciano questa è già diventata legge.
Spinazzola e Locatelli scalano le gerarchie
La prossima sfida con l’Estonia, in programma domani a Tallinn, è più insidiosa di quanto sembri. E Gattuso studia le mosse per blindare la difesa dopo il poker incassato contro Israele. Il modulo di riferimento resta il 4-4-2 camaleontico, capace di mutare in costruzione. La sorpresa potrebbe essere Leonardo Spinazzola, tornato in azzurro dopo due anni: provato sulla destra davanti a Di Lorenzo, come ai tempi migliori del Napoli di Spalletti.
Spinazzola, reduce da buone prestazioni europee, garantirebbe solidità e corsa, anche se Cambiaso resta una valida alternativa più offensiva. In mezzo, invece, Manuel Locatelli si gioca una maglia da titolare: il ct valuta se confermarlo in regia in un 4-1-3-2 o passare a un assetto più compatto, con Raspadori largo e la coppia Barella–Tonali a presidiare il centro.
Nessun dubbio in attacco: Kean e Retegui guideranno ancora la linea offensiva. Cinque reti in due partite sono un biglietto da visita eloquente. Kean va a caccia della quarta gara consecutiva a segno nelle qualificazioni – un traguardo che in azzurro non si vede dai tempi di Inzaghi – mentre Retegui, smaltita la stanchezza del viaggio dall’Arabia, sembra pronto a colpire ancora. Alle loro spalle cresce Pio Esposito, possibile sorpresa nelle due gare ravvicinate con Estonia e Israele.
“Dobbiamo ricaricare la testa, non il motore”, avrebbe detto Gattuso ai suoi. Il tecnico calabrese sa che la vera partita, per l’Italia, è contro la paura di ricadere negli errori del passato. Domani a Tallinn, alla Le Coq Arena, non ci sarà spazio per esitazioni.
La Norvegia, appena uscita vittoriosa ma con fatica contro l’Estonia, è un monito. E a giudicare dai decibel che trapelano da Coverciano, Gattuso non intende lasciare margini al destino.

