L’Italia del futuro è già presente: il ricambio generazionale di Gattuso

0
104
Gattuso italia

L’Italia vive il suo ricambio generazionale. Il futuro azzurro comincia oggi. Rino Gattuso, commissario tecnico della Nazionale, continua con decisione il percorso di rinnovamento generazionale inaugurato lo scorso settembre, quando aveva già dato fiducia a giovani come Leoni, Fabbian e Pio Esposito. Ora, nel secondo atto di questa rivoluzione silenziosa, il ct calabrese ha deciso di ampliare ulteriormente il gruppo, chiamando a Coverciano Hans Nicolussi Caviglia, Nicolò Cambiaghi e Roberto Piccoli.

Tre volti nuovi, ma non sconosciuti, cresciuti all’ombra dei grandi club e pronti a guadagnarsi spazio anche con la maglia azzurra. Due prodotti del vivaio atalantino, Cambiaghi e Piccoli, compagni ai tempi della Primavera nerazzurra, e un talento di scuola Juventus, Nicolussi Caviglia, oggi faro del centrocampo della Fiorentina.

Durante la conferenza stampa di presentazione, i tre hanno mostrato entusiasmo e maturità.
«Essere qui è un onore enorme — ha dichiarato Nicolussi Caviglia —. Ringrazio il mister per la fiducia, darò tutto per ripagarla sul campo».
Sulla stessa linea d’onda Cambiaghi, oggi protagonista al Bologna: «Vestire la maglia della Nazionale è un sogno che coltivo da sempre. Voglio dimostrare di meritare questa chiamata».
Più sintetico ma altrettanto sincero Piccoli, attaccante della Fiorentina: «Orgoglio e responsabilità, non vedo l’ora di cominciare».

Gattuso, dal canto suo, ha dimostrato ancora una volta di voler costruire un gruppo che guardi oltre il presente, puntando su giovani già formati tecnicamente e mentalmente. Non ragazzini da lanciare, ma professionisti pronti a reggere il peso della maglia azzurra.

Sul piano tecnico, i nuovi arrivati offrono soluzioni diverse: Cambiaghi, esterno rapido e abile nell’uno contro uno, rappresenta un’arma in più sulle fasce; Piccoli, centravanti potente e generoso, incarna la classica prima punta all’italiana; Nicolussi Caviglia, play di visione e intelligenza tattica, è il regista moderno che il ct ha sempre ammirato.

I tre non nascondono le proprie fonti d’ispirazione: Nicolussi cita Cruijff e Pirlo come modelli di riferimento, Cambiaghi guarda a Insigne e Chiesa, mentre Piccoli ammette di essere cresciuto «con il mito di Bobo Vieri».

E non è escluso che Gattuso possa concedere spazio ai nuovi arrivati già nel prossimo impegno con l’Estonia, considerato anche il fitto calendario di partite. Ma l’attenzione dell’ambiente azzurro è rivolta soprattutto al 14 ottobre a Udine, quando l’Italia affronterà Israele in una gara dal valore anche simbolico.

A proposito di temi extra-campo, Nicolussi Caviglia ha espresso una riflessione matura:
«Ogni guerra è una sconfitta per l’umanità. Lo sport deve essere un esempio di rispetto e unione».

Infine, un appello ai tifosi: «A Udine mi auguro di sentire la spinta del popolo italiano», ha dichiarato Cambiaghi, invitando i sostenitori azzurri a riempire il Friuli per sostenere una Nazionale che cambia volto ma non ambizioni.

Con questi nuovi innesti, Gattuso lancia un messaggio chiaro: il futuro dell’Italia è già cominciato.