Accordo tra Israele e Hamas, Trump: “Benedetti i costruttori di pace”

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Liberazione degli ostaggi e cessate il fuoco a Gaza: il Presidente degli Stati Uniti annuncia dalla Casa Bianca l’intesa che potrebbe porre fine a due anni di guerra.

La pace in Medio Oriente compie un passo avanti. Dopo mesi di negoziati segreti e intensi contatti diplomatici, Israele e Hamas hanno firmato la prima fase del piano di pace, mediato dagli Stati Uniti, con la collaborazione di Egitto, Qatar e Turchia. L’annuncio è arrivato nella notte dalla Casa Bianca, direttamente dal presidente Donald Trump, che ha definito l’accordo “un evento storico e senza precedenti”.

“Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace. Tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte, duratura e perenne”, ha scritto Trump su Truth Social, ringraziando i mediatori arabi per la collaborazione.

Le fasi dell’accordo

Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, la prima fase prevede la liberazione di 20 ostaggi israeliani ancora vivi e la restituzione dei corpi dei prigionieri deceduti, in cambio della scarcerazione di circa 1.950 detenuti palestinesi, di cui 250 condannati all’ergastolo. Lo scambio dovrà avvenire entro 72 ore dall’inizio dell’attuazione dell’intesa.

La seconda fase, ancora da definire, riguarderà il ritiro progressivo delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza e l’avvio di un programma di ricostruzione internazionale, coordinato dagli Stati Uniti e dai Paesi arabi mediatori.

Nella terza fase, infine, dovrebbero essere affrontate le questioni più delicate: il futuro governo di Gaza, il disarmo di Hamas e le garanzie di sicurezza per Israele.

Un annuncio atteso e carico di simbolismo

L’annuncio di Trump è arrivato a mezzanotte e 51 minuti (ora italiana), dopo ore di attesa alla Casa Bianca. Pochi minuti prima, un fotografo dell’agenzia AFP aveva immortalato un curioso retroscena. Un biglietto consegnato al presidente dal segretario di Stato Marco Rubio, in cui si leggeva: “L’accordo è molto vicino. Abbiamo bisogno che tu approvi rapidamente un annuncio su Truth Social in modo che tu possa essere il primo a comunicarlo.”

Trump ha quindi interrotto la conferenza stampa in corso, dichiarando: “Ho appena ricevuto una nota dal segretario di Stato: siamo molto vicini a un accordo in Medio Oriente. Devo andare a risolvere i problemi in quella regione.”

Le reazioni: Netanyahu e Hamas ringraziano Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele “riporterà a casa tutti gli ostaggi con l’aiuto di Dio” e ha ringraziato Trump per la sua “dedizione alla missione sacra di liberare gli ostaggi e ristabilire la pace”.

“È un grande giorno per Israele – ha detto Netanyahu –. Ringrazio il Presidente Trump e la sua squadra per la leadership e il coraggio mostrati. Con l’aiuto di Dio, continueremo a perseguire i nostri obiettivi e a espandere la pace con i nostri vicini.”

Anche Hamas, in una dichiarazione ufficiale, ha confermato l’accordo di cessate il fuoco, sottolineando che il piano “prevede la fine della guerra, il ritiro delle forze di occupazione, l’ingresso degli aiuti umanitari e lo scambio dei prigionieri”. L’organizzazione palestinese ha ringraziato Trump e i mediatori internazionali per il loro impegno “a porre fine alla guerra scatenata il 7 ottobre 2023”.

Trump invitato alla Knesset: “Un grande giorno per il mondo”

Dopo la firma dell’accordo, Netanyahu ha invitato Trump a parlare alla Knesset, il parlamento israeliano. Il presidente americano ha accettato, annunciando che potrebbe recarsi in Israele all’inizio della prossima settimana.

“Probabilmente nei prossimi giorni visiterò Israele e parlerò alla Knesset. È stato un grande sforzo di tutto il mondo, anche di Paesi che un tempo erano ostili. È un grande giorno per Israele e per il mondo intero”, ha dichiarato Trump ad Axios e Reuters.

Bombardamenti nella notte e preparativi dell’IDF

Nonostante l’annuncio, nella notte si sono registrati nuovi bombardamenti israeliani su Gaza City e Khan Yunis. L’esercito israeliano (IDF) ha confermato di mantenere “alte misure di sicurezza” fino alla piena attuazione dell’accordo, dichiarando: “L’IDF accoglie con favore l’accordo e continuerà a proteggere i cittadini israeliani su tutti i fronti.”

Ricostruzione di Gaza e il ruolo degli Stati Uniti

Trump ha annunciato che Gaza sarà ricostruita grazie al contributo economico dei Paesi del Golfo e di altri Stati alleati:

“Il Medio Oriente si è unito in modo straordinario. Ci sono nazioni con una ricchezza enorme, e spendere anche solo una piccola parte di quella ricchezza può significare moltissimo per la ricostruzione e per la pace.”

Una svolta storica, ma fragile

Nonostante l’entusiasmo per la firma, restano irrisolte molte questioni cruciali, tra cui il futuro politico di Gaza e il destino di Hamas come attore militare. Tuttavia, l’accordo rappresenta la prima vera tregua dal 7 ottobre 2023, e segna il ritorno degli Stati Uniti al centro della diplomazia mediorientale. Come ha scritto lo stesso Trump su Truth Social: “Benedetti i costruttori di pace.”