Nel cuore dell’Agro Nocerino-Sarnese c’è un luogo che racconta più di tante analisi lo stato d’abbandono di una parte vitale della nostra economia: il Mercato Ortofrutticolo. Un tempo motore pulsante delle produzioni agricole, della distribuzione e dell’occupazione, oggi simbolo di decadenza istituzionale e miopia politica.
Per anni la Regione Campania ha dimenticato il suo ruolo di guida e coordinamento, lasciando che i mercati ortofrutticoli — veri poli economici e sociali — si degradassero tra disorganizzazione, carenze strutturali e l’assenza di una strategia di rilancio. A questa situazione si è aggiunta un’“ingerenza occulta”, una rete di interessi e influenze che ha ostacolato ogni tentativo di rinnovamento e trasparenza.
Chi ha provato a proporre soluzioni o a denunciare disfunzioni, spesso ha preferito tacere: gli operatori conoscono bene la situazione, ma scelgono il silenzio per evitare ritorsioni o esclusioni. Un silenzio pesante, che suona come un grido soffocato di chi, pur lavorando ogni giorno, non si sente più tutelato da nessuno.
La responsabilità non è solo regionale. Anche le amministrazioni locali hanno mostrato una disarmante mediocrità: incapacità di programmazione, assenza di visione e totale disinteresse per una struttura che dà lavoro e dignità a centinaia di famiglie. Emblematico l’atteggiamento dei sindaci De Maio (Nocera Inferiore) e De Prisco (Pagani), rimasti alla finestra mentre il mercato veniva spinto verso una liquidazione più per convenienza che per convinzione. Una resa più che una scelta, che fotografa un modo di amministrare dove la prudenza politica pesa più del coraggio e la gestione serve più a galleggiare che a costruire.
Eppure, proprio quando tutto sembra compromesso, si riaccende una speranza. Le imminenti elezioni regionali e il nuovo scenario politico potrebbero aprire una fase diversa, fondata su responsabilità e competenza. L’elezione di Edmondo Cirielli alla guida della Regione Campania e la presenza di Alberico Gambino al Parlamento Europeo offrono la possibilità di un nuovo corso, centrato sul rilancio delle aree produttive dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Una collaborazione istituzionale sana, basata su pragmatismo e non su appartenenze, potrebbe permettere di intercettare e utilizzare efficacemente i fondi europei disponibili per infrastrutture, digitalizzazione, logistica e sicurezza. Risorse che da anni restano inutilizzate o frammentate, mentre il territorio perde competitività e fiducia.
Il futuro del mercato — e di un intero distretto produttivo — dipenderà da una scelta chiara: continuare a sopravvivere nel silenzio o rinascere nella responsabilità. Servono idee, coraggio e una classe dirigente capace di guardare oltre l’immediato. Se la Regione tornerà ad ascoltare e i sindaci a collaborare, il Mercato Ortofrutticolo potrà tornare a essere ciò che era: una risorsa per tutti, non un peso da scaricare.

