Scafati, evasione fiscale: riscossione coattiva di Imu e Tari

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Il sindaco Aliberti: “Recupereremo fino al 27% in più”. Ma il Pd attacca: “Un affido diretto sotto soglia, è un papocchio procedurale”. A Scafati il Consiglio comunale ha approvato l’esternalizzazione della riscossione coattiva dei tributi locali, in particolare Imu e Tari, per combattere un’evasione che in città sfiora diversi milioni di euro. Si tratta del procedimento attraverso il quale l’ente comunale recupera le somme dovute dai contribuenti che non hanno pagato spontaneamente.

“Era nel nostro programma elettorale – ha spiegato il sindaco Pasquale Aliberti –. L’esternalizzazione della riscossione coattiva ci consentirà di recuperare una percentuale tra il 20 e il 27%, almeno il doppio rispetto a quanto riesce a incassare l’Agenzia delle Entrate e Riscossione”.

Il primo cittadino si è detto soddisfatto della decisione dell’aula, sottolineando come l’obiettivo sia duplice: recuperare l’evaso e semplificare la vita dei cittadini. “La società incaricata – ha aggiunto Aliberti – dovrà assicurare un servizio di front office, magari anche presso Palazzo Mayer, per garantire risposte rapide e assistenza diretta ai contribuenti. Vogliamo offrire un supporto concreto ai cittadini, mettendo ordine nella banca dati dei tributi e rendendo possibile il dialogo e la risoluzione dei problemi qui, a Scafati, senza costringerli a rivolgersi fuori città”.

L’affidamento del servizio sarà valido per due annualità di morosità, poiché la Corte dei Conti vieta l’esternalizzazione totale delle riscossioni.

Le critiche dell’opposizione: “Scelta frettolosa e senza gara”

Sull’approvazione del provvedimento è intervenuto il capogruppo del Partito Democratico, Michele Grimaldi, che ha sollevato dubbi sulla procedura adottata. “La percentuale del 27% è una pura ipotesi – ha commentato Grimaldi – utile solo a stimare il valore della commessa e a capire se procedere con affidamento diretto o gara pubblica. Stranamente, la cifra individuata è di circa 139 mila euro, appena sotto la soglia che obbligherebbe il Comune a una gara d’evidenza pubblica”.

Secondo il consigliere dem, la delibera presenterebbe “numerose falle”: “Si confonde tra affidamento e concessione, che sono due procedure diverse. Si scelgono ruoli Imu e Tari risalenti al 2017 e 2018, difficilmente riscuotibili vista la loro anzianità. E si opta per un affidamento diretto sotto soglia, evitando una gara pubblica e senza una reale stima dei bisogni dell’Ente”.

Grimaldi ha parlato di una decisione “più politica che amministrativa”: “È un papocchio procedurale che maschera la mancanza di volontà reale di intervenire sul serio contro l’evasione. La Corte dei Conti ha imposto questa scelta, ma il sindaco è in ritardo di due anni, dopo essere venuto in Consiglio tre volte con tre proposte diverse. È uno specchietto per le allodole, non una riforma della giustizia tributaria locale”.

Il nodo della riscossione locale

Il tema della riscossione coattiva è da anni una delle criticità principali per i Comuni italiani. Molti enti faticano a recuperare quanto dovuto dai cittadini morosi, con tassi di riscossione spesso sotto il 20%. A Scafati, la decisione di affidare all’esterno la gestione di due annualità di tributi punta a invertire questa tendenza, ma resta da capire se il modello riuscirà davvero a migliorare l’efficacia del sistema senza generare nuovi contenziosi o disservizi.