Il rilancio di Palazzo Fienga, storica “roccaforte” del clan Gionta a Torre Annunziata, si sta concretizzando in un ambizioso progetto di rigenerazione urbana e legalità. L’immobile, simbolo della sopraffazione criminale sul territorio, sarà integralmente demolito per far spazio a nuove strutture e aree pubbliche, segnando un forte segnale di rinascita per la Campania.
Il progetto di riconversione
Il piano prevede la trasformazione radicale dell’area.
Nuove Sedi per le Forze dell’Ordine: L’immobile demolito lascerà spazio a presidi, uffici e alloggi destinati a tutte le principali Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Giudiziaria, Polizia Metropolitana e Polizia Locale), creando un vero e proprio presidio di legalità nel cuore della città.
- Spazi Pubblici: Il progetto include la creazione di un parco urbano e una “Piazza della Legalità”, spazi verdi e attrezzati che saranno restituiti all’uso pubblico e alla socialità cittadina.
Questo ambizioso intervento ha richiesto passaggi tecnici complessi. È stata infatti revocata la precedente vincolo culturale sull’immobile, passaggio necessario per consentire la demolizione integrale della struttura. Le prime operazioni preliminari, quali sfalcio della vegetazione, bonifica e pulizia dell’area, sono partite nel marzo 2025. Attualmente, è in corso la redazione del Piano di Fattibilità tecnico economica, fase che precede l’indizione della gara integrata per gli appalti.
Il contesto: un modello di legalità diffusa in Campania
Il recupero di Palazzo Fienga si inserisce in un ampio piano nazionale di rigenerazione del patrimonio pubblico, con un focus sul Mezzogiorno. La Campania è una delle regioni più attive, con 44 progetti in corso che prevedono un investimento complessivo di oltre 300 milioni di euro per il recupero di immobili e aree pubbliche abbandonate o sottoutilizzate.
Questi interventi hanno un duplice significato. Da un lato, offrono l’opportunità di recuperare il patrimonio mafioso, trasformando beni confiscati in luoghi utili che rafforzano la fiducia nello Stato. Dall’altro, garantiscono una reale rigenerazione urbana attraverso la creazione di spazi verdi e di socialità e la razionalizzazione dei costi pubblici, riducendo le locazioni passive sostenute dallo Stato.
L’iniziativa, tuttavia, affronta la tipica criticità burocratica legata alla necessità di assicurare finanziamenti certi, gestire complesse conferenze dei servizi e superare i lunghi tempi amministrativi. Nonostante le difficoltà procedurali, Palazzo Fienga rimane un potente segnale: un modo concreto per dimostrare che lo Stato può riappropriarsi dei territori segnati dalla criminalità, trasformando un luogo di sopraffazione in un simbolo duraturo di memoria, legalità ed educazione civica.

