Accesa polemica politica a Scafati per la mancata realizzazione della tanto attesa rotonda all’incrocio di via Pizzone Salice con via Dante Alighieri, un tratto stradale noto per essere teatro di numerosi e gravi incidenti. Quella che era stata considerata un’opera strategica e indispensabile per la sicurezza urbana dall’amministrazione Salvati è stata di fatto affossata dalla Giunta guidata dal Sindaco Pasqual Aliberti.
L’amministrazione Aliberti ha ribaltato la precedente ipotesi – che prevedeva una convenzione con i privati (i Faiella) per abbattere e ricostruire l’immobile arretrandolo e liberando così lo spazio per l’allargamento della sede stradale – optando invece per la monetizzazione dell’area. Questa delibera di Giunta, approvata venerdì scorso, permette ai proprietari dell’immobile posto sull’incrocio di ricostruire nella stessa, pericolosa, posizione, incassando il Comune poco più di 10mila euro.
Attacchi dall’Opposizione e Dissenso in Maggioranza
La decisione ha scatenato la dura reazione della minoranza e di un consigliere della stessa maggioranza. Mario Santocchio, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, ha attaccato la Giunta per aver evitato di arrivare a una “soluzione seria”, suggerendo che, in extrema ratio, si sarebbe dovuto porre un vincolo di pubblica utilità per espropriare l’area e allargare la sede stradale.
Ancora più pesante la critica di Gennaro Avagnano, presidente della Commissione Ambiente e consigliere eletto nella maggioranza alibertiana ma da mesi in dissidio con il Sindaco. Avagnano ha accusato l’attuale governo cittadino di aver preferito “pensare solo a feste, festini, un po’ di asfalto e qualche partita di basket e calcio” anziché affrontare seriamente le problematiche dei cittadini. Il consigliere ha bollato la monetizzazione come una “volontà politica”, definendola inaccettabile a fronte di una cifra irrisoria e del grave rischio per la sicurezza.
Il Sindaco Pasqual Aliberti, dal canto suo, ha difeso la scelta, imputando la mancata realizzazione dell’ampliamento a “complessità di rapporti tra pubblico e privato”. Aliberti ha sostenuto che il proprietario dell’area non aveva “nessuna voglia di cedere la proprietà per l’ampliamento”, lasciando intendere che la monetizzazione fosse l’unica via percorribile.

