Si è conclusa dopo una striscia lunga sei partite l’imbattibilità della Juve Stabia di Ignazio Abate. La prima caduta stagionale è stata contro la Carrarese, avversario ostico che ha giocato molto (e bene) sui difetti delle Vespe, riuscendo a colpire al momento giusto.
Calabro ha studiato attentamente il modo di costruire di Abate e nella prima mezz’ora è ha mandato i suoi uomini altissimi in pressione, riuscendo a sporcare l’inizio azione dei gialloblè. Il rigore di Ruggero poi ha contribuito a innervosire la squadra, mai trovatasi in svantaggio in stagione prima di quel momento.
La sconfitta però non ha distrutto tutte le certezze costruite in questi due mesi di gestione Abate. Le Vespe hanno chiuso l’incontro con la solita percentuale altissima di possesso palla, 15 tiri nello specchio e il solito grande intervento del portiere avversario, in questo caso sul colpo di testa a botta sicura di Belich.
La sconfitta di Carrara rafforza ancora una volta l’impressione di aver fatto un upgrade importante in porta: Confente è abile coi piedi, guida il reparto e da maggiore sicurezza sulle uscite, oltre a parare spesso anche più del parabile.
La difesa ha trovato in Giorgini un jolly importante, capace di disimpegnarsi abilmente sia da centrale che da braccetto, agendo anche da finto terzino come in occasione della gara in casa contro il Mantova. Abate sta cercando ora di inserire a giro tutta la rosa: l’esordio di Duca, al netto del momento di difficoltà in cui è entrato, è stato sicuramente positivo e anche il giovane De Pieri, finito un po’ ai margini nelle scorse settimane, ha dato risposte incoraggianti soprattutto dal punto di vista della personalità.
Anche Burnete, nonostante l’impalpabilità in zona gol, ha offerto qualche sponda interessante. Poco, ma qualcosa da cui ripartire per costruire. La sconfitta sarà servita anche ad Abate: dal punto di vista tattico è stato imbrigliato dall’allenatore avversario, sintomo che quando cominci a fare rumore vieni attenzionato maggiormente dagli avversarsi che studiano eventuali contromosse al tuo modo di giocare. La sosta arriva al momento giusto: sarà il momento propizio per recuperare infortunati, aumentare la condizione atletica di qualcuno (Correia in primis) e studiare nuove alternative per lo sviluppo della manovra. Consci sempre del fatto che la strada intrapresa è quella giusta.

