Pensioni, nuovo aumento da gennaio: ecco quanto cresceranno gli assegni

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mn24.it

Nuovi dettagli sull’aumento delle pensioni arrivano dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), con il quale il governo ha aggiornato le previsioni economiche in vista della prossima legge di Bilancio. Tra i dati più rilevanti spicca quello relativo al tasso di inflazione atteso per il 2024, un indicatore fondamentale per calcolare la rivalutazione automatica delle pensioni.

Come previsto dalla normativa vigente, gli assegni previdenziali vengono aggiornati ogni anno in base all’inflazione registrata nei dodici mesi precedenti, per contrastare la perdita del potere d’acquisto. Le ultime stime indicano un tasso di rivalutazione dell’1,6%, leggermente inferiore rispetto all’1,7% ipotizzato in precedenza, ma comunque ben più alto rispetto allo 0,8% che era stato applicato a gennaio scorso. Si tratta, quindi, di un incremento più significativo, che permetterà a molti pensionati di recuperare in parte quanto perso a causa dell’aumento dei prezzi.

Resta ora da chiarire quale sarà il meccanismo di calcolo effettivamente applicato, se quello originario previsto dalla legge n. 448 del 1998 o la formula più restrittiva introdotta dal governo Meloni negli ultimi due anni per contenere i costi della spesa pensionistica. In entrambi i casi, l’aumento sarà pienamente riconosciuto per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per quelli superiori l’incremento sarà solo parziale.

Considerando che la pensione minima è attualmente pari a 603,40 euro, la soglia delle quattro volte corrisponde a circa 2.413 euro mensili. Ciò significa che le pensioni fino a questo importo riceveranno l’intera rivalutazione dell’1,6%, mentre gli assegni compresi tra quattro e cinque volte il minimo avranno una rivalutazione piena solo fino alla prima soglia e ridotta al 90% per la parte eccedente. Per le pensioni ancora più alte, oltre le cinque volte il minimo, la percentuale di adeguamento scenderà al 75% per la quota eccedente.

Tradotto in cifre, un assegno da 1.000 euro mensili salirà a 1.016 euro, mentre uno da 2.000 euro raggiungerà i 2.032 euro. Anche gli importi più elevati beneficeranno di un incremento, seppur più contenuto: ad esempio, una pensione da 4.000 euro crescerà di circa 59 euro, arrivando a 4.059 euro, e una da 5.000 euro si porterà a 5.070 euro.

Si tratta di aumenti modesti, ma comunque più consistenti rispetto a quelli dello scorso gennaio, quando la rivalutazione dello 0,8% aveva comportato incrementi di appena 8 euro su un assegno da mille euro. Ora, con un’inflazione più alta e un adeguamento più marcato, i pensionati potranno contare su un piccolo ma importante miglioramento, utile a recuperare parte del potere d’acquisto eroso negli ultimi anni.