Si avvia verso la conclusione la complessa vicenda dei cittadini italiani coinvolti nella Flotilla diretta verso Gaza, intercettata e bloccata nei giorni scorsi dalla Marina israeliana in acque internazionali.
Ieri 5 ottobre, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha confermato che i primi 26 italiani sono rientrati in Italia. Il gruppo, trasferito dal carcere di Ketziot alla base aerea di Ramon, nei pressi di Eilat, è partito con un volo speciale della Turkish Airlines diretto a Istanbul.
Il rimpatrio è frutto di un intervento diretto del ministro Tajani, che ha mantenuto contatti personali con le autorità turche per accelerare la procedura. In Turchia, i connazionali saranno accolti da un team del Consolato generale italiano a Istanbul, pronto a fornire assistenza e, se necessario, documenti di viaggio provvisori.
Il gruppo dei 15 che non ha firmato la liberatoria
Partono oggi invece altri 15 italiani, che hanno scelto di non firmare il foglio di via volontario. Come chiarito dalla Farnesina, questi cittadini saranno sottoposti a un procedimento di espulsione per via giudiziaria da parte delle autorità israeliane. Tajani ha spiegato che il loro rientro in Italia è previsto per oggi, lunedì 6 ottobre, con un volo charter per Atene, da dove proseguiranno poi verso l’Italia con l’assistenza diplomatica italiana.
“Stanno tutti bene – ha assicurato Tajani –. Abbiamo chiesto alle autorità israeliane di garantire il rispetto dei loro diritti e di assicurare condizioni di trattamento corrette. Spero di riportarli a casa il prima possibile”.
Le testimonianze dei parlamentari a bordo
Nel frattempo, sono rientrati in Italia quattro parlamentari italiani che si trovavano a bordo delle imbarcazioni della Flotilla, tra cui il senatore Marco Croatti (M5S) e il deputato Arturo Scotto (PD).
Croatti, in conferenza stampa, ha raccontato: “Ci hanno trattato come terroristi, ma a bordo avevamo solo aiuti umanitari e scatoloni di cibo. Siamo stati trascinati via da una barca italiana. È stata un’azione sproporzionata e ingiustificata”.
Scotto, invece, ha sottolineato il ruolo del ministro della Difesa Guido Crosetto, con cui ha mantenuto “un’interlocuzione continua anche nelle ore più difficili”, ringraziandolo per il supporto istituzionale.
Gli esposti alla Procura di Roma
La portavoce del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, ha annunciato la presentazione di due esposti alla Procura di Roma: il primo, per denunciare il “sequestro illegale” degli attivisti italiani e il secondo, relativo all’attacco in acque internazionali avvenuto circa una settimana fa, definito “un’azione militare contro imbarcazioni civili”.
“Il diritto internazionale deve valere sempre”, ha dichiarato Delia, chiedendo che l’Italia mantenga alta l’attenzione sulla vicenda e sulla condizione dei detenuti ancora in Israele.
Le parole di Tajani: “Obiettivo finale è la pace”
Il ministro Tajani ha voluto esprimere riconoscenza al personale del Ministero degli Esteri e alle sedi diplomatiche impegnate nel supporto ai connazionali: “Ringrazio sinceramente tutto il personale del Ministero, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per il capillare lavoro di assistenza svolto in questi giorni.”
Il ministro ha ribadito che l’Italia sostiene gli sforzi di mediazione degli Stati Uniti e ha rilanciato il messaggio politico di fondo: “La pace resta l’obiettivo irrinunciabile. Possiamo raggiungerla solo costruendo due Stati per due popoli, israeliano e palestinese.”

